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Apparecchi acustici per rallentare il declino cognitivo: cosa dicono le evidenze

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L’incidenza della demenza a livello mondiale è in continua crescita, di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Mentre la ricerca prosegue con l’obiettivo di individuare metodi di prevenzione e trattamenti efficaci del declino cognitivo, un occhio di riguardo va riservato ai fattori di rischio modificabili che possono avere un impatto sullo sviluppo della malattia. In particolare, la perdita dell’udito è una condizione diffusa tra gli anziani, che cresce all’aumentare dell’età e che si stima interessi una frazione compresa tra 30% e il 60% delle persone dai 65 anni in poi, per arrivare al 70%-90% negli over 85. Le ricerche in questo campo hanno già messo in luce che la perdita di udito si associa a molte patologie e condizioni che influiscono negativamente sulla salute psico-fisica e sulla sfera sociale; in particolare, di recente la perdita di udito è stata riconosciuta come il maggior fattore di rischio modificabile per lo sviluppo di demenza (9%). A questo riguardo, non esistono però ancora dati certi relativi all’efficacia degli apparecchi acustici nel ritardare il declino cognitivo negli anziani.

Apparecchi acustici e declino cognitivo: alla ricerca di una possibile relazione

A questo scopo, un gruppo di ricercatori guidato da Julia Sarant della University of Melbourne, in Australia, ha condotto uno studio prospettico su 98 adulti (53 donne e 45 uomini) di età compresa tra 60 e 84 anni che hanno manifestato una perdita dell’udito e che sono risultati idonei per l’apparecchio acustico, senza però diagnosi o sospetto di declino cognitivo in corso. Tutti i partecipanti, prima del posizionamento dell’apparecchio acustico, sono stati valutati con visite ed esami audiometrici e test di percezione del parlato, dai quali non sono emerse differenze significative nella perdita di udito in relazione al genere o all’età dei partecipanti. Inoltre, sono stati condotti test di screening per la demenza utilizzando il sistema di valutazione Mini Mental State Examination (MMSE), mentre la funzione cognitiva è stata valutata attraverso test validati relativi alla funzione psicomotoria, all’attenzione, alla memoria visiva e alla memoria di lavoro. Sono state raccolte anche informazioni e valutazioni relative allo stato di salute e alla storia clinica, alla qualità e agli stili di vita (in particolare il livello di attività fisica), al tono dell’umore e alla eventuale condizione di solitudine o isolamento. Queste valutazioni sono poi state ripetute dopo 18 mesi di utilizzo dell’apparecchio acustico, insieme a un questionario compilato dai partecipanti e relativo alla facilità di adattamento all’apparecchio e al tempo di impiego.

Cosa dicono i risultati

Dopo 18 mesi, il 44% dei partecipanti allo studio ha dichiarato di utilizzare il proprio apparecchio acustico per oltre il 90% del tempo. La percezione del parlato in condizioni di quiete, le difficoltà di ascolto valutate dai partecipanti e la qualità di vita risultano migliorate in modo significativo. Inoltre, i punteggi medi ottenuti ai test cognitivi indicano una situazione stabile, con miglioramento significativo di alcuni aspetti come le funzioni esecutive, che presentano punteggi invariati o migliori per circa il 97% dei partecipanti. Le donne, in particolare, presentano un miglioramento significativo dei punteggi dei test relativi alla memoria di lavoro, all’attenzione e all’apprendimento visivo. «Nonostante il campione ristretto, il risultato osservato è incoraggiante» commentano gli autori nelle conclusioni dello studio, pubblicato all’inizio del 2020 su Journal of Clinical Medicine. «La raccolta di ulteriori dati su un numero più elevato di partecipanti, con l’eventuale aggiunta di test di screening genetici e il confronto con un gruppo di controllo senza perdita di udito, potrà fornire conferme sull’efficacia dell’impiego degli apparecchi acustici per posticipare o persino migliorare i sintomi di declino cognitivo negli anziani». Reference Sarant J, Harris D, Busby P, et al. The Effect of Hearing Aid Use on Cognition in Older Adults: Can We Delay Decline or Even Improve Cognitive Function? J Clin Med. 2020 Jan 17;9(1).


02 Aprile 2020
Autore: Redazione


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