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Negli ultimi decenni gli impianti cocleari si sono dimostrati efficaci per il recupero delle capacità uditive nei pazienti con sordità postlinguale; l’intervento viene attualmente considerato come una procedura standard associata a un’incidenza molto limitata di complicazioni. Tuttavia, per alcuni pazienti i benefici dell’impianto cocleare si rivelano scarsi, tanto da indurli a non utilizzarlo.
Per questo motivo sono in corso ricerche per individuare eventuali fattori prognostici che, nella fase preoperatoria, possano fornire indicazioni sulle probabilità di successo della riabilitazione uditiva tramite impianto cocleare, permettendo così di migliorare la selezione dei pazienti che possono beneficiare dell’intervento.
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Alla ricerca dei fattori prognostici
Un gruppo di otorinolaringoiatri e radiologi dell’Università di Münster, in Germania, guidati da
Eleftherios Savvas, ha condotto uno
studio retrospettivo analizzando i dati di 232 pazienti adulti con
sordità postlinguale, sottoposti tra il 2000 e il 2017 a impianto cocleare presso il Dipartimento di Otorinolaringoiatria e poi avviati alla riabilitazione uditiva.
In 40 dei 232 pazienti l’intervento è stato bilaterale: sono stati quindi analizzati i dati di 272 casi di impianto. La maggioranza dei pazienti inclusi nello studio è di sesso femminile (53% vs 47%) e l’età mediana è pari a 62 anni. I dati preoperatori considerati sono stati:
- il risultato del test di stimolazione elettrica al promontorio
- l’udito residuo
- la durata della sordità ricavata dalla storia clinica del paziente
- la valutazione semi-quantitativa del diametro del nervo cocleare tramite l’imaging a risonanza magnetica.
Una
maggiore durata della sordità, in particolare, è stata associata in diverse ricerche a una riduzione della comprensione del parlato dopo l’impianto cocleare; questa relazione è stata attribuita al
deterioramento della via uditiva centrale. Non vi sono invece, al momento, dati sufficienti per valutare un eventuale effetto del
diametro del nervo cocleare sulla comprensione del parlato postoperatoria.
I risultati della riabilitazione uditiva sono stati valutati con il
test Freiburg monosillabico e con il
matrix sentence test OLSA: il riconoscimento delle parole è stato in media del 52% a 1 anno, del 56% a 2 anni e del 59% a 3 anni dall’impianto cocleare, con un aumento statisticamente significativo da un anno a quello successivo.
Cosa valutare prima dell’impianto cocleare
I risultati dello studio indicano che una maggiore durata della sordità è associata a una
minore capacità di riconoscimento delle parole, ma anche a un aumento della
soglia di ricezione vocale misurata con il matrix sentence test. Si osserva anche un significativo peggioramento dei
parametri uditivi per i pazienti che hanno sofferto di sordità per una frazione corrispondente al
66% della vita.
Un
diametro maggiore del nervo cocleare, inoltre, si associa a una migliore comprensione del parlato, anche se l’imaging utilizzato ha fornito una valutazione semi-quantitativa.
Invece, il risultato ottenuto al test di stimolazione elettrica al promontorio prima dell’impianto non sembra avere valore prognostico. «I risultati dello studio indicano un’
interazione complessa tra i fattori preoperatori considerati» commentano nelle conclusioni gli autori dello studio, pubblicato a febbraio 2020 su
American Journal of Otolaryngology. «Per quanto riguarda, in particolare, l’effetto del diametro del nervo cocleare, sono auspicabili studi futuri con imaging a più alta risoluzione e analisi quantitative».
Reference
Savvas E, Heslinga K, Sundermann B, et al. Prognostic factors in cochlear implantation in adults: Determining central process integrity. Am J Otolaryngol. 2020 Feb 19:102435.
01 Aprile 2020
Autore: Redazione