FOCUS ON
Roma è stata per quattro giorni il punto di incontro della comunità otorinolaringoiatrica italiana. Dal 27 al 30 maggio si è svolto il 112° Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIO e ChCF), un appuntamento che ha riunito specialisti, ricercatori e professionisti provenienti da tutta Italia per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità che stanno trasformando la disciplina ORL.
Il titolo scelto per questa edizione, “La Scienza e le Opinioni”, non è stato soltanto uno slogan congressuale. Ha rappresentato piuttosto una riflessione sul momento storico che sta vivendo la medicina: un’epoca in cui la crescente disponibilità di dati, tecnologie e conoscenze impone agli specialisti di distinguere sempre più chiaramente tra percezioni, esperienze individuali ed evidenze scientifiche consolidate.
L’otorinolaringoiatria del 2026 è una disciplina profondamente diversa da quella di appena dieci anni fa. L’immagine tradizionale dello specialista concentrato esclusivamente sulla chirurgia dell’orecchio, del naso o della gola lascia spazio a una figura professionale che dialoga quotidianamente con oncologi, immunologi, neurologi, pneumologi, bioingegneri e data scientist.
Uno dei temi che più hanno attraversato le giornate congressuali è stato quello dell’Intelligenza Artificiale. Non più una tecnologia confinata alla ricerca o alle prospettive future, ma una realtà che inizia a entrare concretamente negli ambulatori e nelle sale operatorie. Si è discusso di formazione, telemedicina, teleaudiologia, sistemi di supporto alle decisioni cliniche e applicazioni dell’AI nella diagnostica e nella pianificazione terapeutica. Il messaggio condiviso dai relatori è apparso chiaro: l’Intelligenza Artificiale non sostituirà il medico, ma diventerà uno strumento indispensabile per aiutarlo a interpretare una quantità crescente di informazioni e a personalizzare sempre più le scelte cliniche e con ogni probabilità anche come interfaccia linguistica con il paziente.
AI come interfaccia linguistica con il paziente - C. Vicini
L’oncologia cervico-facciale si è confermata uno dei principali assi portanti del Congresso, occupando una parte rilevante del programma scientifico e offrendo una panoramica estremamente aggiornata sulle evoluzioni diagnostiche, terapeutiche e chirurgiche nel trattamento dei tumori del distretto testa-collo. La relazione ufficiale ha definito lo stato dell’arte dei tumori della laringe, ma molte delle relazioni hanno trattato l’oncologia del cavo orale, dell’orofaringe, delle ghiandole salivari e del distretto naso-sinusale.
Stato dell'arte della terapia del cancro della laringe - G. Tortoriello
Le sessioni dedicate hanno affrontato un ampio spettro di patologie, dai tumori della laringe e dell’orofaringe alle neoplasie del cavo orale, delle ghiandole salivari, della tiroide e dei distretti naso-sinusali, ricordando come la gestione oncologica moderna richieda un approccio sempre più integrato tra diverse competenze specialistiche
Evoluzione della terapia dei tumori naso-sinusali- P. Nicolai
Un tema ricorrente è stato quello della personalizzazione delle strategie terapeutiche, che oggi si fondano sempre più sulla caratterizzazione biologica e molecolare del tumore oltre che sulle sue caratteristiche anatomiche. In questo contesto, grande attenzione è stata riservata ai tumori HPV-correlati, in particolare quelli dell’orofaringe, che rappresentano una delle aree di maggiore interesse della ricerca internazionale. La crescente comprensione dei meccanismi biologici che sottendono queste neoplasie sta infatti aprendo la strada a percorsi diagnostici più precisi e a trattamenti sempre più mirati, con l’obiettivo di migliorare gli outcome oncologici riducendo al tempo stesso l’impatto funzionale delle terapie, senza dimenticare il fondamentale aspetto della diagnosi precoce.
Cavo orale e orofaringe: diagnosi precoce e terapia di precisione - L. Calabrese
Numerose sessioni hanno inoltre approfondito il ruolo crescente dell’immunoterapia e dell’onco-immunologia, considerate oggi tra le frontiere più promettenti nella lotta ai tumori testa-collo. La possibilità di modulare la risposta immunitaria del paziente e di integrare i nuovi farmaci immunoterapici con la chirurgia, la radioterapia e i trattamenti sistemici tradizionali rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo della disciplina.
Identikit del paziente più suscettibile ad una risposta immunitaria - P. Bossi
L’interesse verso questi approcci riflette il passaggio da una visione esclusivamente anatomica della malattia oncologica a una prospettiva più complessa, nella quale il microambiente tumorale, i biomarcatori e le caratteristiche immunologiche del paziente assumono un ruolo sempre più determinante nelle decisioni cliniche per un trattamento multimodale.
Nuovi protocolli e nuovi farmaci nelle terapie dei tumori della testa e del collo - E. Bria
Parallelamente, il Congresso ha evidenziato l’evoluzione delle tecniche chirurgiche, sempre più orientate verso procedure mini-invasive e funzionalmente conservative. La chirurgia robotica transorale, le tecniche endoscopiche avanzate e i nuovi approcci di chirurgia di precisione sono stati presentati come strumenti in grado di garantire elevati livelli di radicalità oncologica riducendo al contempo la morbilità post-operatoria. In questa prospettiva, il successo terapeutico non viene più valutato esclusivamente in termini di sopravvivenza, ma anche in relazione alla capacità di preservare funzioni fondamentali come la voce, la deglutizione, la respirazione e la qualità della vita.
Grande rilievo è stato attribuito anche alla chirurgia ricostruttiva e riabilitativa, sempre più integrata nei percorsi oncologici. Sono state esposte tutte quelle innovazioni nella microchirurgia ricostruttiva del distretto cefalico, nella ricostruzione funzionale della lingua, dell’ipofaringe e del cavo orale.
L'otorinolaringoiatra come protagonista nella ricostruzione dei pazienti sottoposti a chirurgia avanzata - M. Radici
I nuovi modelli di prehabilitation e riabilitazione post-operatoria, testimoniano una crescente attenzione verso il recupero globale del paziente. L’obiettivo non è soltanto curare la malattia, ma accompagnare la persona lungo un percorso che tenga conto delle sue esigenze funzionali, comunicative e relazionali.
La riabilitazione uditiva e del linguaggio - E. Genovese
La poliposi nasale è stata al centro di numerose sessioni dedicate ai nuovi farmaci biologici e alle strategie di medicina personalizzata. Sempre più spesso il paziente non viene classificato soltanto in base ai sintomi o all’aspetto anatomico della malattia, ma attraverso l’analisi dei processi immunologici che ne guidano l’evoluzione. È un cambio di paradigma che porta la disciplina verso la cosiddetta “medicina di precisione”.
Farmaci e strategia nel controllo delle rinosinusiti croniche con poliposi nasali - E. De Corso
La I.A. è stata protagonista anche nelle sale dedicate alla chirurgia. Robotica transorale, endoscopia ad alta definizione, esoscopia 3D, imaging avanzato e nuove piattaforme digitali hanno mostrato come la chirurgia ORL stia diventando sempre più precisa e meno invasiva. Non si tratta soltanto di innovazione tecnica. Dietro questi strumenti vi è la ricerca di un equilibrio tra efficacia terapeutica e tutela della funzione, con l’obiettivo di garantire risultati migliori e tempi di recupero più rapidi.
Nuova piattaforma di IA - come ci attendiamo l'integrazione uomo macchina nel prossimo futuro - D. Di Maria
Particolare risalto è stato dato alla gestione multidisciplinare del paziente con la progressiva dissoluzione dei confini tradizionali tra le specialità. Molte delle sessioni più partecipate hanno affrontato problematiche che coinvolgono contemporaneamente otorinolaringoiatri, neurochirurghi, immunologi, oftalmologi, oncologi e chirurghi toracici. È il segno di una medicina che non può più essere interpretata attraverso compartimenti stagni, ma che richiede competenze integrate e linguaggi condivisi.
La formazione multidisciplinare dello specialista ORL - A. Camaioni
Tra i temi di maggiore interesse emersi al Congresso SIO 2026 vi è stata la continua evoluzione della chirurgia otologica e della chirurgia del basicranio laterale, ambiti nei quali la scuola italiana mantiene un ruolo di riferimento internazionale. Numerose sessioni hanno approfondito le applicazioni dell'endoscopia nella chirurgia dell'orecchio medio, nelle stapedotomie, nelle revisioni di timpanoplastica e nel trattamento delle patologie più complesse della rocca petrosa. Il messaggio condiviso dai relatori è stato quello di una crescente integrazione tra chirurgia microscopica ed endoscopica, considerate oggi tecniche complementari in grado di migliorare la visualizzazione anatomica e ridurre l'invasività degli interventi.
Nuove frontiere della chirurgia endoscopica dell'orecchio medio - D. Marchioni
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla chirurgia del basicranio laterale, con approfondimenti sulle lesioni della rocca petrosa, sui neurinomi vestibolari, sui colesteatomi estesi e sulle più moderne strategie di pianificazione chirurgica. Le discussioni hanno evidenziato come l'obiettivo non sia più soltanto la radicalità terapeutica, ma anche la preservazione dell'udito, della funzione vestibolare, della carotide e del nervo facciale. In questo contesto, l'impiego di tecnologie avanzate, imaging ad alta risoluzione e approcci mini-invasivi sta contribuendo a rendere la chirurgia sempre più precisa, conservativa e orientata alla qualità di vita del paziente.
Ruolo dell'endoscopia nella chirurgia del basicranio laterale - L. Presutti
Al termine delle quattro giornate romane resta la sensazione di una disciplina in piena trasformazione. L’otorinolaringoiatria del futuro sarà sempre più tecnologica, sempre più personalizzata e sempre più multidisciplinare. Ma soprattutto sarà una medicina capace di mettere insieme innovazione scientifica e attenzione alla persona, con l’obiettivo non solo di curare la malattia, ma di preservare funzioni fondamentali come l’udito, la voce, la respirazione, la deglutizione e l’equilibrio
Nel complesso, il Congresso ha restituito l’immagine di una disciplina in profonda trasformazione, nella quale chirurgia, immunoterapia, diagnostica molecolare, tecnologie avanzate e medicina personalizzata convergono verso un modello di cura multidisciplinare sempre più sofisticato. Un modello che pone il paziente al centro e che guarda al futuro con l’ambizione di coniugare efficacia terapeutica, innovazione scientifica e qualità della vita.
10 Giugno 2026
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