In uno studio pilota sono state valutate sensibilità e specificità di un nuovo test dell’olfatto, con l’obiettivo di verificarne la fattibilità nell’ambito dello screening iniziale per l’infezione da virus Sars-CoV-2.
Nel corso della pandemia da Covid-19 è diventato sempre più evidente il ruolo delle alterazioni dell’olfatto come indicatori estremamente significativi e precoci di infezione.
Tuttavia, le valutazioni soggettive delle capacità olfattive portano a sottostimare l’incidenza di queste alterazioni rispetto ai possibili test obiettivi. I dati disponibili in letteratura, inoltre, indicano che la valutazione dei disturbi olfattivi effettuata attraverso questionari di screening comporta il mancato riconoscimento di una quota molto significativa – fino al 50% – di casi di Covid-19, a causa della variabilità delle domande poste, dell’interpretazione soggettiva della gravità dei sintomi e di una possibile tendenza del paziente a eludere le domande.
D’altra parte, lo screening con PCR, cioè il test di riferimento, è costoso e richiede tempi non trascurabili, e in diversi contesti la sua fattibilità è poco realistica.
Per tutti questi motivi, un metodo economico, rapido e sensibile per valutare l’olfatto potrebbe essere utile per la diagnosi precoce e per la prevenzione della diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2.
Nuovo test di screening alla prova
Un gruppo di ricercatori statunitensi ha quindi studiato e messo a punto un test obiettivo dell’olfatto, e ne ha valutato l’applicabilità nell’ambito di uno screening iniziale per Covid-19 in pazienti adulti dei quali non si conosceva lo stato di malattia.
Lo studio pilota, di tipo prospettico e trasversale, è stato condotto in un unico centro, e ha coinvolto 163 partecipanti, che hanno effettuato un test dell’olfatto del tipo “scratch-and-sniff” utilizzando una carta con un unico profumo: i partecipanti dovevano identificare l’odore tra 8 possibili opzioni e ogni identificazione errata è stata classificata come alterazione dell’olfatto. Subito dopo è stato effettuato un tampone nasofaringeo e un test PCR per identificare l’eventuale positività al virus Sars-CoV-2.
Sono stati raccolti, inoltre, dati relativi alla storia clinica e alla presenza di sintomi di Covid-19, e una valutazione soggettiva della funzionalità olfattiva tramite una scala VAS.
Attraverso un’analisi statistica multivariata, i ricercatori hanno indagato le eventuali correlazioni tra i risultati dei due test, considerando tra le variabili anche i sintomi più comuni di Covid-19, come la febbre, la tosse e la spossatezza.
Al test PCR, 147 partecipanti sono risultati negativi e 16 positivi; 12 di questi (75%) hanno fallito il test dell’olfatto rispetto a 7 (4,8%) nel gruppo dei negativi, mentre solo il 37,5% dei positivi (6 partecipanti) aveva indicato una riduzione dell’olfatto nel questionario di valutazione soggettiva.
Il test dell’olfatto ha dimostrato una sensibilità del 75% e una specificità del 95,2% nell’individuazione dell’infezione, valori che arrivano a 93,8% e 89,8% rispettivamente se si considera anche il sintomo spossatezza insieme al disturbo dell’olfatto. La febbre e la tosse, invece, non hanno effetto sulla sensibilità del test.
Il fallimento al test della carta profumata è risultato il singolo fattore predittivo migliore per la positività a Sars-CoV-2, se comparato con i sintomi considerati e la precedente esposizione al virus.
Risultati incoraggianti e prospettive future
“In questo studio pilota, che ha utilizzato la PCR come riferimento, un nuovo test olfattivo ha dimostrato un’alta specificità nel rilevare la positività al virus Sars-CoV-2. Idealmente, per un test di screening è più importante un’alta sensibilità, ma in questo caso la minore sensibilità è compensata dalla praticità e dalla convenienza del test” commentano gli autori dello studio. “Inoltre lo screening combinato della riduzione dell’olfatto e di altri sintomi comuni della Covid-19, come la spossatezza, può aiutare ad aumentare la sensibilità del test. Studi futuri con una dimensione del campione più ampia e una popolazione più eterogenea potrebbero individuare altri fattori di rischio per la riduzione dell’olfatto e altre modalità per migliorare la sensibilità di questo test”.
Reference
Said M, Davis P, Davis S, et al. A rapid olfactory test as a potential screening tool for COVID-19. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2021 Sep 1;147(9):828-31.
Raffaella Daghini
15 Novembre 2021
COVID-19
OLFATTO