Con il termine roncopatia si intende il quadro sintomatologico associato al russamento notturno, un disturbo della respirazione che si può riscontrare:
Dati epidemiologici indicano una prevalenza dell’OSAS nell’adulto intorno al 4% negli uomini e al 2% nelle donne, in un range d’età compreso tra la V e la VII decade di vita. Oltre alle alterazioni morfologiche delle vie aeree superiori, sono concause il sovrappeso, l’assunzione serale di alcolici, nicotina, sedativi, e l’ipertrofia adenoidea nei bambini. I sintomi sono disturbi del sonno con risvegli frequenti, affaticabilità diurna, cefalea, raucedine mattutina, fino ad arrivare all’ipossia cronica, con ripercussioni a livello dell’apparato cardiocircolatorio e cerebrale. La diagnosi e il trattamento coinvolgono un pool di specialisti (otorinolaringoiatri, pneumologi, cardiologi e odontoiatri). Fondamentali sono la rinofibrolaringoscopia e la polisonnografia. Nel sospetto di sindrome delle apnee del sonno è utile sottoporre il paziente a un monitoraggio preliminare notturno della saturazione emoglobinica del sangue attraverso l’impiego dell’ossimetro, in grado di registrare gli eventuali episodi di desaturazione. In tal modo è possibile confermare o escludere la presenza di apnee che, in una seconda fase, saranno poi meglio tipizzate nella loro varietà centrale o ostruttiva attraverso una polisonnografia. Il primo approccio terapeutico è la riduzione di peso corporeo, il divieto di assunzione di alcolici e sedativi e, in alcuni casi selezionati, la C-PAP, uno strumento dotato di maschera da indossare durante il sonno, che crea una pressione positiva nasale continua. Nei casi in cui si ponga indicazione al trattamento chirurgico, esso differisce sia dal punto di vista tecnico che da quello dei risultati a seconda che si tratti di una roncopatia semplice oppure associata ad apnea notturna. Compito dell’otorinolaringoiatra è di individuare e trattare quella percentuale di pazienti guaribili chirurgicamente. Molto spesso il paziente affetto da OSAS presenta un’ostruzione delle vie respiratorie superiori a più livelli, che gli causa una significativa riduzione o assenza del flusso aereo nasale durante il sonno, pertanto il trattamento chirurgico può interessare contemporaneamente il distretto nasale, orofaringeo e ipofaringeo. Bisogna sottolineare:
L’approccio chirurgico al trattamento della roncopatia si fonda essenzialmente su tre principi: accorciare il velo palatino, ampliare l’orofaringe e mettere in tensione gli annessi muscolari e mucosi interessati. La review della letteratura qui presentata, fornisce approfondimenti sull’identificazione dei punti di ostruzione, sugli approcci terapeutici, sulle procedure chirurgiche utilizzate e sulle possibilità di identificazione precoce dei pazienti affetti da OSAS. Fonte: Arnold J, Sunilkumar M, Krishna V, Yoganand SP, Kumar MS, Shanmugapriyan D. Obstructive Sleep Apnea. J Pharm Bioallied Sci. 2017 Nov;9 (Suppl 1):S26-S28. Review. Free PMC Article. PMCID: PMC5731026 DOI: 10.4103/jpbs.JPBS_155_17
Redazione
21 Gennaio 2020
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