I ricercatori dell’Università di Nottingham suggeriscono che nella progettazione e personalizzazione della soluzione audioprotesica sia opportuno prendere in considerazione le conseguenze dell’ipoacusia su familiari e conoscenti del paziente, soggetti a stress emotivo, affaticamento e frustrazione. La sordità, che si stima interessi 300 milioni di persone nel mondo, non si limita a colpire gli individui affetti dalla condizione: influenza anche le persone con cui comunicano con maggiore frequenza. Si possono per esempio riscontrare problemi nel rapporto tra coniugi e tra genitori e figli, così come con amici, familiari, colleghi di lavoro e accompagnatori abituali. La ricerca, pubblicata nella rivista Trends in Hearing, è stata condotta presso il Centro di Ricerca Biomedicale (BRC) del National Institute of Health Research (NIHR), a Nottingham, dalla Dottoressa Vanessa Vas. Lo studio si è basato su una revisione critica delle evidenze attualmente disponibili sull’impatto della sordità sulle persone con cui interagisce la persona ipoacusica. Le informazioni provenienti da partner e accompagnatori, in particolare, possono essere utilizzate per ottenere un quadro più preciso e definito della sordità individuale e del conseguente livello di disabilità. Nell’ambito dello studio effettuato sono state revisionate più di 70 ricerche che hanno raccolto gli specifici disagi lamentati dalle persone affette da sordità e da chi è loro più vicino, analizzando lo stesso problema da entrambi i punti di vista. Sono stati quindi messi in evidenza i punti critici in comune:
I ricercatori ritengono quindi che, ascoltando il punto di vista dei familiari durante le consultazioni cliniche e coinvolgendoli nelle strategie di trattamento, si potrebbe alleggerire l’esperienza del paziente affetto da sordità durante la riabilitazione uditiva. Fonte: Venessa Vas, Michael A. Akeroyd, Deborah A. Hall. A Data-Driven Synthesis of Research Evidence for Domains of Hearing Loss, as Reported by Adults With Hearing Loss and Their Communication Partners. Trends in Hearing, 2017; 21: 233121651773408 DOI: 10.1177/2331216517734088
Redazione
21 Gennaio 2020
2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy e cookie policy | Contatti