DISTURBI DEL SONNO

L’apnea ostruttiva del sonno non diagnosticata può aumentare il rischio di depressione negli anziani

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Un recente studio americano ha determinato l'associazione tra l’OSA occulta e non diagnosticata e l'insorgenza della depressione.

L'apnea ostruttiva del sonno (obstructive sleep apnea, OSA) è una condizione medica cronica comune che colpisce circa il 14% degli uomini e il 5% delle donne tra i 30 e i 70 anni.

Questa condizione, se non trattata, è associata a numerose conseguenze negative sulla salute, tra cui un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, ictus, sindromi metaboliche (tra cui il diabete di tipo 2) e morte premature.

Inoltre, l'OSA è correlata a una diminuzione della qualità della vita e a un peggioramento della salute mentale, inclusa la depressione.

L'esperienza clinica e numerose evidenze scientifiche mettono in luce la frequente comorbilità tra OSA e depressione. La maggior parte degli studi, tuttavia, si è concentrata su adulti di mezza età e ha incluso pazienti con OSA sia non trattata sia trattata, ma già diagnosticata.

La comorbilità tra OSA e depressione negli anziani rappresenta, quindi, un gap importante nelle conoscenze attuali, in parte perché gli anziani costituiscono il segmento di popolazione a crescita più rapida a livello globale. Bisogna, inoltre, considerare che la prevalenza dell'OSA aumenta con l'età, in parte a causa di cambiamenti fisiologici che influenzano la pervietà delle vie aeree superiori.

OSA non diagnosticata negli anziani: lo studio

Uno studio americano basato su pazienti anziani associati al programma Medicare ha recentemente determinato l'associazione tra l’OSA occulta e non diagnosticata e l'insorgenza della depressione.
L’analisi è stata condotta in periodo compreso tra il 2006 e il 2013. L’OSA occulta e non diagnosticata è stata definita come il periodo di 12 mesi precedenti alla diagnosi. Per valutare l'impatto dell’OSA sull'insorgenza della depressione è stato utilizzato un campione di controlli non affetti da disturbi del sonno. Il campione finale analizzato comprendeva 21.116 soggetti affetti da OSA occulta e non diagnosticata.

L’analisi, effettuata tramite un modello di regressione lineare, ha permesso di confermare che i soggetti affetti da OSA avevano un rischio significativamente più elevato di depressione nell'anno precedente alla diagnosi stessa (rapporto di rischio 3,19; intervallo di confidenza al 95% 3,00, 3,39).
I dati dello studio evidenziano la rilevanza clinica e la necessità di una valutazione accurata e di un trattamento tempestivo dell'OSA negli anziani al fine di ridurne il rischio di depressione. Questa ricerca sottolinea, inoltre, l'importanza di un approccio integrato alla salute, in cui la gestione dell'OSA e della depressione venga affrontata in modo sinergico per ottimizzare l'outcome complessivo dei pazienti.

OSA negli anziani: implicazioni per il futuro

In generale, questi dati sottolineano l'importanza di condurre ulteriori ricerche specifiche sugli anziani per comprendere appieno l'associazione tra OSA e depressione in questa popolazione particolarmente vulnerabile. La gestione dell'OSA e il riconoscimento precoce della depressione tra gli anziani possono contribuire a migliorare la loro qualità di vita e ridurre i rischi associati alla depressione, inclusi i rischi di suicidio e di mortalità correlata al sonno.
Inoltre, considerando l'inarrestabile invecchiamento della popolazione, è fondamentale affrontare questi problemi in modo efficace per garantire una migliore salute e benessere agli anziani.

Reference

Wickwire EM, Albrecht JS. Occult, undiagnosed obstructive sleep apnea increases risk of depression among a national sample of older adult Medicare beneficiaries. Sleep Health. 2023 Aug;9(4):532-536. doi: 10.1016/j.sleh.2023.05.008.


09 Ottobre 2023
Autore: Redazione


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