DISTURBI DEL SONNO
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Nei bambini, l’apnea ostruttiva del sonno è una condizione che spesso si accompagna e favorisce lo sviluppo di disturbi cardiometabolici come l’obesità e l’ipertensione.
I trattamenti di riferimento per l’apnea ostruttiva del sonno (OSA, Obstructive Sleep Apnea) in ambito pediatrico sono la chirurgia (adenotonsillectomia) e la terapia ventilatoria CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), importanti ed efficaci per contrastare l’ipossia e migliorare la qualità del sonno.
I dati disponibili finora in letteratura, però, non forniscono indicazioni chiare e complete sull’effetto che il trattamento efficace dell’apnea ostruttiva del sonno ha sulla condizione cardiometabolica.
Uno studio statunitense pubblicato di recente ha concentrato l’attenzione proprio su questo aspetto, con l’obiettivo di valutare in che modo il successo del trattamento pediatrico dell’apnea ostruttiva del sonno influisca sull’ipertensione e sull’obesità nei pazienti con queste comorbilità, e se da questo punto di vista vi siano differenze di efficacia tra chirurgia e CPAP.
I ricercatori hanno condotto uno studio retrospettivo analizzando i dati demografici e clinici di 414 pazienti pediatrici obesi o ipertesi, che avevano ricevuto una diagnosi di OSA in base alla polisonnografia tra il 2015 e il 2019: 230 partecipanti sono stati classificati come obesi e gli altri 184 come ipertesi.
Nel gruppo dei pazienti obesi, il trattamento chirurgico o CPAP per l’OSA era risultato efficace nel 66,5% dei casi, mentre in quelli con ipertensione la percentuale di successo era del 70,1%.
Per valutare l’impatto del trattamento per l’OSA sull’obesità e sull’ipertensione, sono stati valutati i percentili associati allo z-score rispettivamente per il BMI e per la pressione sanguigna sistolica, prima e dopo il trattamento.
Nei pazienti ipertesi, il successo del trattamento per l’OSA è risultato associato a una significativa riduzione del percentile di z-score per la pressione sistolica, mentre nei pazienti in fallimento terapeutico questo parametro risultava aumentato.
Analizzando i dati in base al trattamento dell’OSA, è stata evidenziata una riduzione significativa del percentile associato allo z-score della pressione sistolica nella coorte dei pazienti aderenti al trattamento con CPAP, mentre in caso di mancata compliance il parametro aumentava.
Per quanto riguarda la chirurgia, invece, non è stato rilevato un cambiamento significativo nel percentile associato allo z-score della pressione sistolica nei pazienti trattati con successo.
Nella coorte dei pazienti obesi, infine, non è stata riscontrata alcuna associazione tra il successo della terapia per l’OSA – indipendentemente dal tipo di trattamento – e un cambiamento significativo nel percentile di z-score per il BMI.
«Dai risultati dello studio emerge che il successo del trattamento per l’apnea ostruttiva del sonno in età pediatrica non è associato a una diminuzione dell’indice di massa corporea nei pazienti obesi, ma è correlato a una riduzione della pressione sistolica negli ipertesi, soprattutto nei soggetti con buona aderenza alla CPAP. Questo suggerisce una potenziale indicazione della CPAP come trattamento per i pazienti ipertesi con OSA» commentano gli autori della ricerca. «Studi futuri dovrebbero puntare a comprendere la ragione del miglioramento della pressione sistolica e a identificare i pazienti più adatti a essere candidati alla CPAP o al trattamento chirurgico».
Shanmugam A, Binney ZO, Voyles CB, et al. Impact of OSA treatment success on changes in hypertension and obesity: A retrospective cohort study. Sleep Med. 2023 Jan;101:205-212.
16 Maggio 2023
Autore: 1951
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