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Una ricerca condotta in Belgio fornisce indicazioni utili per valutare l’effetto della presenza di apnea ostruttiva del sonno sulla funzione endoteliale dopo la perdita di peso nei bambini obesi.
L’obesità infantile rappresenta un’importante sfida di salute pubblica, essendo questa condizione associata a un rischio aumentato di obesità in età adulta, di problemi cardiovascolari e di disturbi del sonno.
L’apnea ostruttiva del sonno (OSA, obstructive sleep apnea), in particolare, ha una prevalenza stimata tra il 2 e il 3% nella popolazione pediatrica generale, che aumenta significativamente nei bambini obesi, fino a raggiungere valori compresi tra il 13 e il 60%.
Anche l’apnea ostruttiva del sonno in età pediatrica è associata in modo indipendente a morbilità di tipo metabolico e cardiovascolare, attraverso processi infiammatori e di attivazione del sistema nervoso autonomo che, secondo alcune ipotesi, potrebbero provocare una compromissione della funzione endoteliale, che rappresenta un indicatore precoce di rischio cardiovascolare. Gli studi, infatti, hanno dimostrato che la disfunzione endoteliale è più frequente nei bambini normopeso con apnea ostruttiva del sonno rispetto ai coetanei sani.
L’interazione tra l’obesità e l’apnea ostruttiva del sonno potrebbe quindi aumentare la disfunzione endoteliale, e questo rafforzerebbe l’ipotesi che entrambe le condizioni possano amplificare il rischio cardiovascolare a lungo termine.
Alla ricerca di correlazioni
Alcune ricerche hanno mostrato che la perdita di peso migliora sia la funzione endoteliale nei bambini obesi sia l’apnea ostruttiva del sonno. Tuttavia, non è stato ancora studiato come la presenza di apnea ostruttiva influenzi la funzione endoteliale durante la perdita di peso.
Per cercare di chiarire questo aspetto, un gruppo di ricercatori belgi ha condotto uno studio longitudinale, con l’obiettivo di valutare l’effetto della perdita di peso sulla funzione endoteliale e sull’apnea ostruttiva in una popolazione di bambini obesi, e di determinare se un cambiamento nella funzione endoteliale possa essere correlato a un miglioramento dell’apnea ostruttiva del sonno.
Al baseline sono stati inclusi 130 bambini e adolescenti, di età compresa tra 8 e 18 anni, reclutati al momento dell’ingresso in un centro di riabilitazione per un programma di perdita di peso che prevedeva una dieta moderata, attività fisica, supporto psicologico e supervisione medica. Erano previste 3 visite di valutazione: all’inizio del programma, dopo 10 mesi di trattamento e a 6 mesi dalla fine, con un follow up di 18 mesi. Oltre alla misurazione dei parametri antropometrici, di pressione, di composizione corporea e di funzione endoteliale, è stata fatta anche una valutazione della qualità del sonno con un dispositivo portatile all’inizio del trattamento, che è stata ripetuta dopo 10 mesi solo nei partecipanti con disturbi della respirazione notturna individuati alla prima misurazione.
Nella popolazione al basale l’età media era 14 anni e il peso di 103,2 kg; il valore medio dell’indice di massa corporea (BMI) era 36,7 kg/m2, corrispondente a un BMI z-score di 2,7. Il 67% dei partecipanti (87 pazienti) soffriva di apnea ostruttiva del sonno.
Dei 130 pazienti arruolati, 72 sono stati esaminati dopo 10 mesi e 28 hanno completato il ciclo di visite dopo un follow up di 18 mesi. I risultati indicano un miglioramento significativo dei parametri correlati all’obesità nel corso del tempo: in particolare, si evidenzia una riduzione del BMI z-score a 10 mesi rispetto al baseline (2,7 vs 1,7) e il valore raggiunto si mantiene stabile a 18 mesi.
La funzione endoteliale risulta significativamente migliorata dopo il programma di riduzione del peso, con un risultato che permane a 18 mesi.
Tra i 72 partecipanti esaminati al secondo controllo, 47 soffrivano di apnee ostruttive notturne al baseline e 10 presentavano ancora il problema dopo 10 mesi di trattamento: per questi i parametri relativi alla funzione endoteliale erano peggiori rispetto a quelli degli altri partecipanti.
L’analisi statistica ha indicato che una condizione di apnea ostruttiva notturna più severa era associata a una funzione endoteliale peggiore e a un miglioramento più limitato dopo la perdita di peso.
Come interpretare i risultati
“Nonostante le conseguenze negative a lungo termine, la disfunzione endoteliale è reversibile nei bambini, e per questo motivo rappresenta un fattore importante da studiare” commentano gli autori della ricerca. “Da questo studio emerge che la perdita di peso migliora significativamente la funzione endoteliale nei bambini obesi, tuttavia questo miglioramento è meno evidente in presenza di apnea ostruttiva del sonno persistente”.
Reference
Jacobs S, Mylemans E, Ysebaert M, et al. The impact of obstructive sleep apnea on endothelial function during weight loss in an obese pediatric population. Sleep Med. 2021 Oct;86:48-55.
07 Febbraio 2022
Autore: 1951