DISTURBI DEL SONNO

Le apnee ostruttive del sonno in età pediatrica

HOME \ APPROFONDIMENTI \ DISTURBI DEL SONNO \

Una recente pubblicazione tratta il tema delle apnee ostruttive del sonno in età pediatrica, con attenzione alle conseguenze neurocognitive.

Dai fattori di rischio in comorbidità alle complicanze dell’adenotonsillectomia, con un approfondimento sulle conseguenze neurocognitive Su Anesthesiology Clinics due autori del Baylor College of Medicine di Houston propongono una rassegna sulle apnee ostruttive del sonno in età pediatrica, ricapitolando i fattori di rischio in comorbidità, l’approccio di prima linea e le complicanze operatorie, con un approfondimento in particolare sulle conseguenze neurocognitive delle apnee notturne nell’età evolutiva.

I fattori di rischio in comorbidità

L’obesità è un fattore di rischio significativo per le apnee ostruttive del sonno in età pediatrica, comporta esiti meno positivi dell’adenotonsillectomia e un rischio più elevato di complicanze respiratorie nell’immediato post-operatorio. L’intervento consente di ridurre i sintomi nella maggioranza dei bambini obesi, ma questi pazienti presentano un’incidenza più elevata di patologia residua; e più alto è il Bmi, minori sono i benefici dell’intervento. Alcuni pazienti pediatrici presentano rinosinusite cronica in concomitanza con le apnee ostruttive del sonno. In questi casi, quando l’impatto sulla qualità della vita è lieve, si possono utilizzare gli steroidi nasali, che consentono di alleviare i sintomi anche di eventuali riniti allergiche e di ridurre la respirazione prevalentemente orale. Anche se la presenza di asma sembra ridurre le probabilità di apnee ostruttive del sonno, i due problemi possono coesistere e comportare ulteriori anomalie a carico della funzione polmonare e chemorecettoriale. In questi casi l’adenoidectomia e l’adenotonsillectomia inducono qualche miglioramento della sintomatologia asmatica, ma la concomitanza dell’asma aumenta le probabilità di complicanze respiratorie post-operatorie e l’eventualità che i sintomi ostruttivi persistano dopo l’intervento.

L’approccio chirurgico e le complicanze

Anche se ci sono sottogruppi a rischio più elevato di recidive, come i bambini obesi e quelli che presentano anomalie cranio-facciali, l’adenotinsillectomia è l’approccio di prima linea per le apnee ostruttive del sonno in età pediatrica, con effetti documentati sul tracciato polisonnografico. Per l’intervento ci si sta sempre più orientando verso le tecniche di diatermia monopolare e coblazione, abbandonando progressivamente le tecniche “a freddo”, ma in letteratura la tecnica ottimale resta controversa, soprattutto per quanto riguarda il rischio emorragico. Come spiegano gli autori, è stato suggerito che la tonsillectomia intracapsulare sia più vantaggiosa in termini di complicanze, ma secondo un’ampia review internazionale le tecniche monopolari comportano un rischio emorragico ridotto rispetto all’elettrocauterizzazione. In ogni caso, il rischio di complicanze post-operatorie di tipo respiratorio cresce se il bambino ha meno di 3 anni di età e per quelli di età ≤ 2 anni il rischio è ancora più elevato. Queste complicanze, inoltre, aumentano se il bambino pesa < 14 kg, così come nei bambini obesi e in quelli che presentano anomalie cranio-facciali congenite. L’emorragia post-tonsillectomia resta un aspetto critico. È più frequente sotto i 3 anni di età e nei bambini obesi. Negli interventi eseguiti per apnee ostruttive si registrano comunque tassi di emorragia post-operatoria inferiori rispetto a quelli che accompagnano gli interventi per tonsillite cronica. La severità della sindrome ostruttiva non sembra influenzare l’incidenza di complicanze post-operatorie.

Le conseguenze neurocognitive delle apnee

Il capitolo più corposo dell’articolo riguarda le conseguenze neurocognitive. Come sottolineano gli autori, le apnee notturne si possono ripercuotere su apprendimento, attenzione e memoria. Si tratta di funzioni che nelle prime fasi della vita sono mediate in gran parte dall’ippocampo e nei bambini con apnee ostruttive il volume della materia grigia appare ridotto nella corteccia entorinale dell’ippocampo sinistro, nella corteccia parietale superiore sinistra e nella circonvoluzione frontale superiore sinistra. Le alterazioni sono simili a quelle osservate negli adulti con apnee notturne, ma con modificazioni più significative a carico delle circonvoluzioni temporali, dell’insula e della corteccia cingolata posteriore, che si riflettono sull’apprendimento, la memoria e altri aspetti come il pensiero critico e l’elaborazione. Tutto questo si può tradurre in deficit cognitivi di ampia portata e in problemi comportamentali che – non va dimenticato – riguardano un organismo in via di sviluppo come quello del bambino. E anche nei casi di apnea del sonno lieve-moderata, l’adenotonsillectomia non sembra consentire il recupero delle funzioni esecutive.

Reference

Chandrakantan A, Adler AC. Pediatric Obstructive Sleep Apnea and Neurocognition. Anesthesiol Clin. 2020;38(3):693-707


25 Gennaio 2021
Autore: 1952


2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti