DISTURBI DEL SONNO
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Una ricerca condotta in Giappone ha dimostrato che le piastrine attivate dei pazienti che soffrono di sindrome delle apnee ostruttive del sonno rilasciano la proteina HSP27 in forma fosforilata, un possibile fattore proinfiammatorio che potrebbe favorire l’aterosclerosi. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è un fattore di rischio riconosciuto per la morbilità cardiovascolare. Gli episodi ripetuti di ipossiemia notturna, infatti, attivano diversi meccanismi, anche di tipo metabolico e infiammatorio, implicati nello sviluppo di patologie cardiovascolari. È noto, inoltre, che l’aggregazione e l’attivazione delle piastrine inducono l’aterotrombosi, che dà il via allo sviluppo di queste patologie. Alcuni studi hanno indicato un aumento dell’aggregazione e dell’attivazione delle piastrine nei pazienti con sindrome da apnee ostruttive del sonno; tuttavia, il ruolo delle piastrine in questo disturbo non è ancora del tutto chiaro. Le proteine da shock termico (HSP, Heat Shock Proteins) impediscono l'aggregazione delle proteine non ripiegate; in particolare, quelle a basso peso molecolare, come HSP27, possono avere anche un ruolo nel contrastare l’apoptosi. Dati sempre più consistenti indicano che, al di fuori della cellula, HSP27 può agire come modulatore dell’infiammazione; inoltre, nella sua forma fosforilata sembrerebbe avere un ruolo proinfiammatorio in situazioni patologiche. Sulla base delle evidenze finora pubblicate, un gruppo di ricercatori, guidato da Haruhiko Tokuda del National Center for Geriatrics and Gerontology (Obu, Giappone), ha verificato la possibilità che HSP27 in forma fosforilata sia rilasciata dalle piastrine attivate nei pazienti con apnee ostruttive del sonno e ha indagato il meccanismo sottostante, nell’ipotesi che questo possa essere correlato a uno stato patologico.
08 Giugno 2020
Autore: Redazione
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