ONCOLOGIA

Inibitori del VEGFR nel trattamento del carcinoma adenoideo cistico ricorrente o metastatico

HOME \ AGGIORNAMENTI \ ONCOLOGIA \

I risultati di una recente ricerca pubblicata su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery mostrano che gli inibitori del VEGFR sono associati al controllo della malattia nell’ACC ricorrente o metastatico.

Il carcinoma adenoideo cistico (ACC) è una neoplasia maligna delle ghiandole secretorie che spesso origina nelle ghiandole salivari. Per l'ACC primario localizzato, il trattamento prevede la chirurgia e la radioterapia postoperatoria. Tuttavia, fino al 60% degli ACC andrà incontro a recidive o a metastasi. 

Nonostante non esista ancora una terapia sistemica approvata dalla statunitense FDA per l'ACC ricorrente o metastatico, gli inibitori del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR) rappresentano la terapia sistemica più studiata per queste forme tumorali, dato che il fattore di crescita endoteliale vascolare A (VEGFA) è un fattore proangiogenico essenziale per la sopravvivenza e la proliferazione del tumore ed è altamente espresso nell'ACC, oltre a essere associato allo sviluppo di metastasi e a una prognosi peggiore. Per valutare l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità degli inibitori del VEGFR nei pazienti ACC recidivanti o metastatici un gruppo di ricercatori,  coordinato da Renata Ferrarotto dell’MD Anderson Cancer Center all’Università del Texas, ha condotto una revisione sistematica e metanalisi, i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery.

Efficacia degli inibitori del VEGFR su pazienti con ACC ricorrente o metastatico

I ricercatori hanno selezionato e analizzato 17 studi clinici prospettici che includevano 560 pazienti con ACC ricorrente o metastatico trattati con 10 diversi inibitori del VEGFR. Sebbene il tasso di risposta oggettiva fosse modesto, pari al 6%, gli inibitori del VEGFR sono risultati associati all'attività nell'ACC, come evidenziato dal tasso di regressione della lesione target (TRR) del 67% e dal tasso di malattia stabile dell'82%. Inoltre, il controllo della malattia (DCR) a 6 mesi è stato del 54%. È interessante notare che tutti i pazienti inclusi avevano avuto una progressione prima dell'arruolamento nello studio, suggerendo che la stabilizzazione della malattia è stata indotta dal farmaco.

Inibitori del VEGFR migliori

Dei 10 inibitori del VEGFR utilizzati negli studi, lenvatinib e axitinib si sono distinti per quanto riguarda efficacia e sicurezza e, data la coerenza dei risultati tra gli studi e l'approvazione per altri tumori, sono quelli maggiormente raccomandati per l'ACC nelle attuali linee guida. Questi due farmaci avevano un TRR elevato e sono risultati associati a un controllo prolungato della malattia in una significativa percentuale di pazienti. In particolare, per lenvatinib è stato riscontrato un tasso di risposta oggettiva più elevato rispetto a axitinib (14% vs 8%), e un minor numero di eventi avversi di grado 3 o superiore e una percentuale di riduzione della dose (DRR) inferiore (rispettivamente 57% vs 46% e 78% vs 22%). La maggior quota  di malattia stabile è invece stata associata a axitinib (85% vs 76% lenvatinib) così come in numero maggiore di pazienti che hanno continuato la terapia.  Infine, di tutti gli inibitori del VEGFR analizzati, rivoceranib è risultato il più selettivo, con il più alto tasso di risposta oggettiva (24%); inoltre, con tale farmaco si è registrata  un’elevata sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 6 mesi (86%). Tuttavia, l'analisi dei risultati di rivoceranib è stata fortemente influenzata dall’elevata eterogeneità tra gli studi.

Sicurezza degli inibitori del VEGFR

Gli esiti riferiti dai pazienti sono stati riportati solo in uno studio clinico, che ha portato a utilizzare la sospensione per effetti tossici e il tasso di riduzione della dose (DRR) per dedurre la tollerabilità. Dai dati ottenuti è emerso che gli inibitori del VEGFR hanno un tasso di permanenza in terapia fino alla progressione del 57% e un tasso di sospensione del trattamento per effetti tossici del 21%. 

Conclusioni

I risultati dello studio statunitense  hanno mostrato che gli inibitori del VEGFR sono associati al controllo della malattia nell’ACC ricorrente o metastatico, con bassi tassi di risposta aggregata, ma alti tassi di stabilizzazione della malattia. Dei 10 inibitori del VEGFR inclusi negli studi, lenvatinib e axitinib hanno ottenuto le evidenze più forti per il loro utilizzo nella pratica clinica, sulla base delle dimensioni del campione e di dati coerenti su efficacia e sicurezza, a sostegno della loro inclusione nelle attuali linee guida di trattamento.

Reference

Hoff CO, Manzi J, Lazar Neto F, Ferrarotto R. Vascular Endothelial Growth Factor Receptor Inhibitors for Recurrent or Metastatic Adenoid Cystic Carcinoma: A Systematic Review and Meta-Analysis. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2024;150(7):587–597. doi:10.1001/jamaoto.2024.1177


10 Settembre 2024
Autore: Redazione


2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti