OTOLOGIA
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La presbiacusia ha un’alta prevalenza ed è associata a importanti conseguenze in termini di aumento del rischio di declino cognitivo, di sviluppo di depressione e di isolamento sociale degli anziani. Questi effetti sono ormai conosciuti e riconosciuti, mentre le informazioni riguardo la fisiopatologia coinvolta nella perdita dell’udito dovuta all’età sono ancora incomplete.
La condizione è stata tradizionalmente correlata a disfunzioni dell’orecchio interno, in particolare la perdita di cellule ciliate, ma in un numero significativo di casi la portata della perdita uditiva non può essere spiegata solo da meccanismi che coinvolgono questa regione.
Per questo motivo, una linea di ricerca di interesse in questo ambito si è orientata verso lo studio dei cambiamenti legati all’età nelle articolazioni della catena ossiculare e del loro contributo alla presbiacusia. In particolare, i risultati di studi recenti hanno indicato cambiamenti di tipo degenerativo, correlati con l’età, a livello delle articolazioni incudo-malleolare e incudo-stapediale, che possono avere implicazioni sulla compliance degli ossicini e sulla perdita di udito conduttiva alle alte frequenze.
In uno studio condotto negli Stati Uniti, i ricercatori hanno analizzato l’ipotesi che, in un sottoinsieme di ossa temporali in soggetti con presbiacusia, ma senza una chiara evidenza di patologia a carico dell’orecchio interno, le articolazioni incudo-malleolare e incudo-stapediale presentino un allargamento degli spazi sinoviali rispetto ad altri tipi di presbiacusia.
Per verificare l’ipotesi, i ricercatori hanno eseguito un’analisi istopatologica delle articolazioni della catena ossiculare di campioni raccolti nel National Temporal Bone Registry, con presbiacusia confermata all’audiometria, ma che non presentavano caratteristiche istologiche riconducibili a forme neurosensoriali, striali o miste, ed erano quindi stati identificati, secondo la classificazione di Schuknecht, come casi di presbiacusia indeterminata.
I ricercatori hanno analizzato 18 campioni provenienti da altrettanti orecchi di 10 pazienti con presbiacusia indeterminata, confrontandoli con 13 campioni (7 pazienti) con forma neurosensoriale e 11 (8 pazienti) con forma striale confermate istologicamente. Inoltre, i campioni con presbiacusia sono stati messi a confronto con controlli con udito normale: 8 (7 soggetti) con età corrispondente e 14 (10 pazienti) giovani (età minore di 45 anni).
L’analisi dei campioni ha rilevato che lo spazio sinoviale al centro dell’articolazione incudo-malleolare era più ampio nel gruppo con presbiacusia indeterminata sia rispetto al gruppo con la forma neurosensoriale (194 vs 148 μm) sia rispetto ai controlli di età corrispondente (194 vs 138 μm) sia rispetto ai controlli giovani (194 vs 149 μm).
Anche nel caso dell’articolazione incudo-stapediale questo spazio era maggiore nei campioni di soggetti con presbiacusia indeterminata rispetto a quelli con presbiacusia neurosensoriale (105 vs 62,3 μm) e ai controlli di età corrispondente (105 vs 57,9 μm).
«I risultati dello studio supportano l’ipotesi dell’esistenza di una potenziale fonte di perdita uditiva conduttiva alle alte frequenze in un sottoinsieme di orecchie con presbiacusia» concludono gli autori del lavoro. «Sono necessarie ulteriori ricerche istopatologiche e biomeccaniche per chiarire la prevalenza e gli effetti funzionali delle differenze osservate tra i campioni. In particolare, i progressi nelle tecniche di imaging non invasive dell’orecchio medio offrono una potenziale opzione per studiare i cambiamenti strutturali e funzionali che si verificano con l’età nell’orecchio medio, e forse consentiranno in futuro di correlare meglio i risultati dello studio con le soglie audiometriche per l’alta frequenza».
Roychowdhury P, Castillo-Bustamante M, Polanik MD, et al. Ossicular joint histopathology in cases of age-related hearing loss. Laryngoscope Investig Otolaryngol. 2024 Jan 31;9(1):e1197.
06 Agosto 2024
Autore: 1951
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