RINOLOGIA

Nuove conferme sulla relazione tra malattie autoimmuni e rinosinusite

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I risultati di uno studio caso-controllo indicano che la presenza di disordini autoimmuni rappresenta un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di rinosinusite.

Nel corso del tempo la ricerca ha fornito prove consistenti dell’esistenza di alcuni fattori di rischio per la rinosinusite cronica come la rinite allergica, l’asma e il fumo di sigaretta.

Lo studio di altri possibili fattori che favoriscano lo sviluppo della patologia è oggetto di interesse: in particolare, i risultati di alcuni lavori hanno suggerito un’associazione tra malattie autoimmuni e uso di farmaci immunomodulanti e rischio aumentato di rinosinusite cronica. Inoltre, i dati disponibili supportano l’ipotesi che la presenza di malattie autoimmuni sia predittiva di riacutizzazioni ricorrenti della malattia infiammatoria cronica a carico dei seni paranasali.

Allo stesso tempo, non ci sono evidenze chiare del ruolo dei farmaci immunomodulanti, come i biologici e gli inibitori del TNF-alfa, sul rischio di rinosinusite cronica: questi agenti potrebbero indurre deficit immunitari con conseguenze che potrebbero portare a un aumento della probabilità di sviluppare la patologia rinosinusale.

Per ottenere maggiori indicazioni sulla possibile associazione tra malattie autoimmuni e rinosinusite, un gruppo di ricerca statunitense ha condotto uno studio retrospettivo caso-controllo, i cui risultati sono stati pubblicati alla fine del 2023.

I risultati dello studio

Nello studio sono stati inclusi 527 pazienti adulti con diagnosi di rinosinusite, mentre 564 soggetti senza il disturbo sono stati selezionati come controlli. Tutti i pazienti sono stati reclutati in un unico centro tra il 2020 e il 2022.

Nel primo gruppo erano inclusi 263 pazienti con rinosinusite cronica e poliposi nasale, 184 con rinosinusite cronica senza poliposi nasale e 80 con rinosinusite acuta ricorrente.

Dal confronto con i controllii sono emerse alcune differenze: i pazienti con rinosinusite avevano una maggiore probabilità, con una differenza statisticamente significativa, di essere più anziani (l’età media era 51,2 vs 47,5 anni), di sesso maschile (45,7% vs 36%), di avere l’asma (32,6 % vs 25,4%) e di essere fumatori (14,2% vs 9%) o ex fumatori (29,4% vs 20,7%)

Rispetto al gruppo di controllo, inoltre, tra i pazienti con rinosinusite erano presenti con maggiore frequenza disturbi autoimmuni (16,5% vs 9,4%), deficit anticorpali (5,1% vs 0,5%) e l’uso di agenti immunomodulanti (3,8 % vs 1,1%).

I ricercatori hanno poi condotto l’analisi statistica che, correggendo i dati per i fattori confondenti significativi, ha indicato una forte associazione tra le malattie autoimmuni e la rinosinusite (odds ratio: 1,6). Invece, l’associazione tra agenti immunomodulanti e rinosinusite non è risultata statisticamente significativa.

Infine, sono state condotte analisi di sottogruppo per individuare eventuali differenze statisticamente significative nell’associazione con i disordini autoimmuni nei diversi tipi di rinosinusite, che non sono state rilevate né tra pazienti con rinosinusite cronica e acuta ricorrente né tra i sottogruppi con e senza poliposi.

Cosa indicano i dati

«I risultati dello studio hanno confermato l’esistenza di un’associazione tra malattie autoimmuni e rinosinusite, sia cronica sia acuta ricorrente, indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio, compreso il deficit anticorpale» commentano gli autori della ricerca. «Inoltre, l’uso dei farmaci immunomodulanti è più comune nei pazienti con rinosinusite rispetto ai controlli, ma questi agenti non risultano associati alla patologia quando si includono nell’analisi statistica gli altri fattori di rischio».

Reference

Reddy SG, Al-Asadi Z, Cui R, et al. Association of autoimmune disorders with chronic rhinosinusitis in adults. Am J Otolaryngol. 2023 Dec 14;45(2):104177.


16 Maggio 2024
Autore: 1951


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