NEUROTOLOGIA

Buone prospettive per la chirurgia endoscopica nei tumori del basicranio

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Un approccio con incisione transorbitale sembra consentire la resezione garantendo la conservazione della funzione visiva nei casi localmente avanzati.

Per la resezione dei tumori della base cranica la procedura endoscopica viene oggi preferita, quando possibile, alla chirurgia a cielo aperto, per evitare incisioni facciali. Questo approccio, però, presenta un importante aspetto critico, cioè la difficoltà nella valutazione della presenza o meno di invasione dell’orbita, che rappresenta un fattore di rischio indipendente di mortalità correlata alla patologia e di ricomparsa delle neoplasie della cavità nasale e dei seni paranasali.

In un lavoro di recente pubblicazione, un gruppo di chirurghi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York ha presentato i risultati ottenuti su una piccola serie di casi utilizzando un approccio transorbitale nella chirurgia endoscopica dei tumori della base del cranio localmente avanzati.

Un nuovo approccio alla prova

Gli autori dello studio hanno selezionato retrospettivamente i casi di pazienti sottoposti a resezione endoscopica di tumori del basicranio con approccio transorbitale presso il centro tra il 2020 e il 2022.

In tutti i casi la procedura, eseguita da gruppi multidisciplinari composti da neurochirughi, oftalmologi e specialisti di tumori del distretto cervico-cefalico, prevedeva la craniotomia bifrontale, la resezione endoscopica per via transnasale e l’incisione transorbitale.

Sono stati individuati e descritti i casi di 4 pazienti, con età media 37 anni. Le patologie trattate con la procedura descritta erano un carcinoma sinonasale carente di SMARCB1, un estesioneuroblastoma, un carcinoma a cellule squamose e un meningioma atipico; quest’ultimo aveva origine nei seni frontali, gli altri in quelli etmoidali. In tutti i casi il tumore era localmente avanzato; tre dei pazienti erano stati sottoposti a terapia neoadiuvante e adiuvante.

La durata media dell’intervento è stata di circa 9,5 ore e il tempo medio di ricovero di 8,5 giorni.

In tutti i pazienti, l’intervento ha portato alla resezione della malattia macroscopica e microscopica, ed è stata preservata la struttura orbitale. 

Dopo la procedura i pazienti non presentavano anomalie nella visione, a eccezione di un caso di diplopia verticale di grado lieve.

Dopo un follow up di 9,5 mesi, solo il paziente operato per meningioma atipico presentava una recidiva in sede intracranica, trattata con protonterapia. Il tasso di recidiva (25%) è simile a quello rilevato in una serie di 54 pazienti sottoposti a intervento chirurgico di conservazione orbitale con approccio standard per il trattamento di neoplasie dei seni paranasali con invasione dell’orbita.

Tutti i vantaggi

«Sulla base della nostra esperienza, l’endoscopia cranica con incisione transorbitale mediale presenta molteplici vantaggi nella gestione della malattia localmente avanzata con origine nei seni paranasali o nelle meningi: evita l’incisione con conseguente cicatrice facciale e consente una valutazione accurata del coinvolgimento orbitale e una dissezione sicura della malattia, proteggendo al contempo il globo oculare e i muscoli retti mediali» sottolineano gli autori del lavoro. «Questo consente la conservazione della funzione oculare senza compromettere la riuscita della resezione e il raggiungimento degli outcome clinici».

Reference

Scholfield DW, Levyn H, Tabar VS, et al. The medial transorbital approach in cranioendoscopic skull base tumor resections for locally advanced tumors. J Clin Neurosci. 2024 Jan;119:198-204.


27 Febbraio 2024
Autore: Redazione


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