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Un recente studio di coorte ha valutato il rischio di concomitante patologia invasiva occulta in pazienti con carcinoma in situ della cavità orale, evidenziando come, alla resezione, tale evenienza si verificava nel 28% dei casi.
Il carcinoma in situ (CIS) della cavità orale, non invasivo, ha un decorso naturale variabile. Quando la biopsia di una lesione della cavità orale rileva un CIS, la scelta del percorso terapeutico più appropriato è abbastanza controversa. Attualmente, infatti, non esistono raccomandazioni di consenso che guidino lo specialista nella gestione di questa neoplasia e, spesso, si ricorre a terapie locali definitive per la preoccupazione che si presenti, contemporaneamente o successivamente, la malattia invasiva.
Tuttavia, poiché la progressione del CIS della cavità orale a forma più aggressiva non è certa, un’attenta sorveglianza potrebbe risultare un’alternativa valida e con minor morbilità correlata. Sicuramente, prima di considerare questa strategia, è sarebbe importante conoscere la probabilità di trovarsi di fronte un carcinoma invasivo occulto, non campionato a seguito di una biopsia con esito di CIS della cavità orale..
Se ne è occupato un recente studio, pubblicato su JAMA Otolaryngology - Head & Neck Surgery, che ha voluto valutare il tasso di malattia invasiva occulta alla resezione di lesioni con CIS confermato da biopsia, le caratteristiche cliniche e demografiche associate alla probabilità di invasione occulta e gli esiti di sopravvivenza di questi pazienti.
Lo studio di coorte retrospettivo ha selezionato, dal National Cancer Database (NCBD), pazienti adulti con carcinoma orale a cellule squamose in situ, confermato da biopsia, come prima diagnosi di cancro, tra il 2004 e il 2020. Sono stati inclusi nello studio 1.856 pazienti con CIS della cavità orale, suddivisi in due coorti: una, di 122 soggetti (48 donne e 74 uomini, età tra i 26-90 anni), che non avevano ricevuto un trattamento chirurgico definitivo; la seconda, di 1.458 soggetti sottoposti a resezione chirurgica e con patologia documentata (490 donne e 968 uomini, età tra i 21-90 anni). Tra i pazienti della seconda coorte, 408 (28,0%) presentavano una malattia invasiva occulta con stadiazione pT1 in 341 pazienti (83,6%), pT2 in 41 (10,0%) e pT3 o pT4 in 26 (6,4%) , secondo la classificazione dell'American Joint Committee on Cancer.
Per identificare caratteristiche demografiche e cliniche (età, anno di diagnosi, sesso, razza ed etnia, sottosede anatomica della cavità orale e stato di comorbilità) significativamente associate al rischio di malattia invasiva occulta, lo studio ha utilizzato regressioni logistiche univariate e multivariate con OR (odd ratio) e CI (confidence interval) del 95%. Inoltre, la sopravvivenza globale (Overall Survival, OS) per entrambe le coorti in studio (resecata e non) è stata calcolata con il metodo di Kaplan-Meier.
Lo studio ha rivelato un alto tasso di malattia occulta nei pazienti con CIS del cavo orale dimostrato da biopsia e che il rischio di malattia invasiva occulta era associato a fattori clinici specifici come la sottosede anatomica, e in particolare, la cresta alveolare, il vestibolo ed il trigono retromolare. Secondo gli Autori, questo dato può essere spiegato dalla difficoltà di visualizzare in maniera completa tali distretti che porterebbe anche a un rilevamento della malattia ad uno stadio più avanzato rispetto ad altre zone (lingua, gengive).
Altri fattori identificati come associati ad una maggiore probabilità di malattia invasiva erano: il sesso femminile e l’etnia afro-americana.
Infine, i pazienti con resezione chirurgica hanno mostrato un tasso di sopravvivenza globale a 5 anni significativamente più alto (85,9%) rispetto a quelli che non hanno subito l’escissione del tumore (59,7%), con un follow-up mediano di 66 mesi.
In conclusione, questo studio di coorte ha valutato il rischio di malattia invasiva occulta in pazienti con CIS della cavità orale confermato da biopsia, dimostrando che il 28,0% aveva una malattia invasiva alla resezione. Il dato rassicurante è che, anche in presenza di invasione occulta, le caratteristiche di malattia ad alto rischio si sono rivelate rare e la sopravvivenza globale a 5 anni era, con resezione, quasi dell’80%. I risultati, dunque,, in assenza di studi clinici randomizzati, l’indicazione alla resezione definitiva.
Cooper DJ, Ziemba Y, Pereira L, Kann BH, Parashar B, Miles BA, Ghaly M, Seetharamu N, Frank D, Talcott WJ. Rates of Occult Invasive Disease in Patients With Biopsy-Proven Oral Cavity Squamous Cell Carcinoma in Situ. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2024 Jan 4:e233754. doi: 10.1001/jamaoto.2023.3754. Epub ahead of print. PMID: 38175664; PMCID: PMC10767638.
20 Febbraio 2024
Autore: 4048
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