RINOLOGIA

Gestione della rinite in gravidanza: cosa dice la letteratura

HOME \ AGGIORNAMENTI \ RINOLOGIA \

Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle conoscenze attuali relative al trattamento medico della rinite in una condizione delicata e complessa come la gravidanza.

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti fisiologici, che possono coinvolgere l’organismo della donna in molti modi e a diversi livelli.

Tra le condizioni che possono insorgere o peggiorare nel corso della gravidanza c’è anche la rinite che, pur non rappresentando un pericolo per la vita del bambino e della madre, può avere un effetto significativo sulla qualità della vita della gestante.

I dati degli studi indicano che in un caso su tre circa una rinite allergica già presente può peggiorare durante la gravidanza. 

A questo si aggiunge un’altra condizione, la rinite indotta dalla gravidanza o rinite gravidica, che si può sviluppare durante la gestazione senza causa allergica e che si risolve spontaneamente poco dopo il parto; secondo le stime, questa forma colpisce circa una gestante su tre.

In una condizione delicata come quella della gravidanza, quindi, il trattamento più indicato per la rinite deve essere valutato con particolare attenzione, dato il rischio di effetti negativi sul feto.

Le opzioni terapeutiche possibili sono numerose, ma i dati riferiti in modo specifico al loro effetto sui sintomi della rinite in gravidanza sono limitati.

Una revisione della letteratura ha analizzato i dati di letteratura disponibili e ha valutato le attuali opzioni per la gestione medica della rinite in gravidanza.

Lo stato dell’arte secondo la letteratura

Secondo gli Autori della review, per definire il trattamento più appropriato per la rinite in gravidanza è necessario, prima di tutto, fare una diagnosi accurata, con l’obiettivo di identificare le cause.

Quanto agli interventi che alleviano l’ostruzione nasale, gli studi dimostrano che l’esercizio fisico migliora i sintomi, riducendo la congestione nasale. Anche la posizione che si assume durante il sonno può dare beneficio: mantenere la testa sollevata con un angolo di 30-45 gradi, quando si è sdraiati, può migliorare il passaggio dell’aria attraverso il naso.

Altre azioni utili in caso di rinite in gravidanza, secondo i dati disponibili in letteratura, sono i lavaggi nasali con soluzione salina, che possono migliorare sintomi come la rinorrea, l’ostruzione nasale, il prurito e gli starnuti, e i dilatatori della valvola nasale, che favoriscono la respirazione attraverso il naso.

Tutte queste strategie conservative sono sicure in gravidanza e possono portare un beneficio nelle gestanti con rinite di qualsiasi eziologia.

Nel caso particolare della rinite indotta dalla gravidanza, inoltre, interventi mirati a favorire la consapevolezza rispetto al carattere transitorio della patologia e alla sua risoluzione dopo il parto possono essere di aiuto. 

Per quanto riguarda la gestione medica della rinite, le opzioni farmacologiche disponibili ed efficaci sono numerose, ma non sempre sono applicabili in gravidanza, a causa del potenziale rischio di effetti nocivi per il feto.

Nelle donne con rinite allergica o non allergica preesistente al momento dell’inizio della gravidanza, i corticosteroidi topici si sono dimostrati, in generale, sicuri: la budesonide, in particolare, è lo steroide intranasale associato a dati di sicurezza più solidi. In caso di rinite indotta dalla gravidanza, però, i corticosteroidi topici possono risultare meno efficaci.

I corticosteroidi orali, in generale, dovrebbero essere riservati ai casi malattia moderata-severa e, se possibile, la loro assunzione dovrebbe essere evitata nel primo trimestre. In ogni caso, l’opportunità di utilizzare questi farmaci dovrebbe essere valutata nel singolo caso, e la decisione dovrebbe essere condivisa con la gestante e con i professionisti coinvolti: il medico di medicina generale, l’ostetrico e l’otorinolaringoiatra.

Per i farmaci decongestionanti nasali orali sono state individuate associazioni con lo sviluppo di anomalie fetali congenite del cuore, dell’orecchio, degli arti e dell’intestino, e per questo motivo non sono raccomandati nel primo trimestre di gravidanza. Questo vale potenzialmente anche per i decongestionanti topici, anche se le prove dell’associazione con i danni al feto non sono altrettanto solide: possono essere utili per brevi periodi, ma la gestante deve essere adeguatamente informata sui possibili rischi.

Gli antistaminici di seconda generazione sono generalmente considerati sicuri: cetirizina e loratadina sono quelli più studiati e sono raccomandati rispetto ai predecessori. 

I cromoni si sono dimostrati sicuri per il feto, e sono generalmente consigliati in prima linea per le donne in gravidanza con rinite allergica preesistente. Per gli anticolinergici, come l’ipratropio intranasale, i dati indicano una buona efficacia e sicurezza negli studi sugli animali, ma sono necessarie valutazioni nell’uomo.

Infine, il possibile ruolo dell’immunoterapia allergene-specifica necessita di ulteriori ricerche: le attuali linee guida indicano che può essere continuata, ma non iniziata, durante la gravidanza. 

Considerare tutte le opzioni

“La gestione della rinite in gravidanza può essere complessa, e la scelta terapeutica è influenzata da molteplici fattori, tra cui le terapie in corso, la diagnosi specifica e i potenziali rischi per il feto” spiegano gli Autori. “L’importanza della gestione conservativa, quindi, non deve essere sottovalutata, in quanto può offrire opzioni sicure ed efficaci per le donne in gravidanza”.

Reference

Gupta KK, Anari S. Medical management of rhinitis in pregnancy. Auris Nasus Larynx. 2022 Dec;49(6):905-911.


21 Aprile 2023
Autore: 1951


2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti