ONCOLOGIA
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Il carcinoma papillare della tiroide rappresenta più dell’80% di tutti i tumori tiroidei e in genere è associato a una prognosi favorevole, ma fino al 30% dei pazienti presenta un’evoluzione significativa della malattia, con recidive locali e comparsa di metastasi a distanza. Tra i fattori prognostici negativi legati alla neoplasia si possono citare le dimensioni del tumore, l’estensione extratiroidea, le metastasi linfonodali e, secondo alcuni studi, anche la presenza di focolai multipli. In effetti la multifocalità rappresenta un reperto relativamente frequente – in letteratura si va dal 18 all’87% dei casi di carcinoma papillare della tiroide – ma nonostante diversi studi abbiano dimostrato che si associa a fattori prognostici negativi e a un peggioramento della sopravvivenza, altri lavori non sono arrivati alla medesima conclusione, sostenendo che il riscontro di altri microcarcinomi oltre a quello principale non modifica il decorso clinico della malattia. L’obiettivo che si è posto una review con metanalisi condotta all’Università di Seul in Corea e pubblicata su “Jama Otolaryngology–Head & Neck Surgery” era appunto di valutare la letteratura sul tema e di risolvere la contraddizione riguardante l’eventuale peso della mutlifocalità sulla prognosi del carcinoma papillare della tiroide.
La review coreana ha preso in esame 26 studi per un totale di quasi 34.000 pazienti. L’incidenza media della multifocalità era del 28.1% (dal 6.4 al 60.1%) e le recidive oscillavano tra il 2.7 e il 46.4% (media 8%). Il tasso di recidive è risultato significativamente più elevato nei pazienti che presentavano un carcinoma papillare della tiroide multifocale rispetto a quelli con tumore unifocale (pooled HR 1.81; 95% CI 1.52–2.14), mentre la sopravvivenza cancro specifica è risultata sostanzialmente sovrapponibile (HR 1.19; 95% CI 0.85-1.68). All’analisi per sottogruppi, gli HR della multifocalità rispetto alle recidive sono risultati associati alle dimensioni del tumore primario (HR 1,81 nei tumori ≤1 cm e HR 1.90 nei tumori >1 cm), al numero di foci tumorali (HR 1.45 nel caso di due foci, HR 1.95 per ≥3 foci) e all’età del paziente (HR 3.19 per l’età pediatrica, HR 1.89 per l’età adulta).
I risultati della metanalisi attestano quindi che il carcinoma papillare della tiroide multifocale si associa a un rischio più elevato di recidive, mentre la sopravvivenza non viene influenzata dalla multifocalità. In proposito, gli autori sottolineano la crescita del rischio di recidive che comporta il numero dei foci tumorali, con un aumento che secondo alcuni dati arriverebbe fino al 45.8%, in proporzione al numero dei microcarcinomi (nella metanalisi il rischio era nettamente più elevato in presenza di tre foci rispetto a due foci). Altro aspetto da citare, la maggiore aggressività che il carcinoma papillare della tiroide presenta in età pediatrica rispetto all’età adulta, con un’incidenza molto più alta di recidive in presenza di multifocalità: come fanno notare gli autori, si tratta di un dato che merita grande attenzione quando si tratta di impostare il trattamento e il follow up dei bambini che presentano questo tipo di tumore.
Kim H, Kwon H, Moon BI. Association of Multifocality With Prognosis of Papillary Thyroid Carcinoma: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2021;147(10):847-854. doi:10.1001/jamaoto.2021.1976
14 Aprile 2022
Autore: 1952
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