NEUROTOLOGIA
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Lo schwannoma vestibolare è un tumore benigno che, in nove casi su dieci, comporta una riduzione dell’udito, è associato a tinnito e a sintomi vestibolari come le vertigini sporadiche, mentre alterazioni croniche dell’equilibrio sono presenti per lo più nei casi di neoplasie di grandi dimensioni.
In alcuni casi, gli esami istologici condotti su campioni di ossa temporali di orecchie con schwannoma vestibolare hanno indicato la presenza di idrope endolinfatica: queste alterazioni, insieme ad altri segni di degenerazione cocleare, potrebbero provocare ipoacusia neurosensoriale associata a questo tumore, tuttavia non è ancora chiaro se lo schwannoma vestibolare possa causare idrope endolinfatica.
Un gruppo di ricerca internazionale, composto da specialisti italiani e statunitensi, ha utilizzato l’elettrococleografia intraoperatoria, da molto tempo impiegata per valutare la presenza di idrope endolinfatica nelle orecchie con schwannoma vestibolare riconosciuto, e confrontato i risultati, in termini di caratteristiche elettrofisiologiche, con quelli ottenuti in soggetti per i quali la presenza di idrope endolinfatica è attesa, per esempio in caso di malattia di Ménière. L’obiettivo era capire se l’idrope endolinfatica sia un’alterazione cocleare associata allo schwannoma vestibolare.
Nello studio sono stati inclusi 53 soggetti adulti – 23 uomini e 30 donne con età media di 56 anni – con schwannoma vestibolare confermato chirurgicamente e orecchio medio in condizioni normali.
È stato poi incluso un secondo gruppo di 24 pazienti con malattia di Ménière, composto da 13 uomini e 11 donne con età media di 55,3 anni. Di questi, 6 erano stati sottoposti a labirintectomia e gli altri 18 a decompressione del sacco endolinfatico con posizionamento di shunt, per scarso controllo dei sintomi vestibolari.
Per ognuno dei partecipanti, prima dell’intervento, sono stati effettuati i test audiometrici – calcolando il tono puro medio (PTA) con soglie di conduzione aerea media a 0,5 kHz, 1 kHz e 2 kHz – ed è stato calcolato il punteggio di riconoscimento delle parole utilizzando gli elenchi di parole del Northwestern University Auditory Test numero 6. L’elettrococleografia intraoperatoria è stata effettuata utilizzando stimoli tone burst e per entrambi i gruppi sono state valutate e confrontate le ampiezze dei potenziali microfonici cocleari nella curva di risposta ongoing, e i potenziali di sommazione.
Nel gruppo di pazienti con schwannoma vestibolare, 9 avevano ipoacusia vestibolare profonda; questa condizione non è stata rilevata nei partecipanti con malattia di Ménière. Nel complesso, prima dell’intervento i soggetti con schwannoma vestibolare presentavano livelli uditivi simili a quelli dei soggetti con malattia di Ménière, ma peggiori capacità di percezione delle parole. Infatti, il valore medio di PTA nei pazienti con schwannoma vestibolare era 59,6 dB HL, mentre nel gruppo con malattia di Ménière era 52,3 dB HL; i punteggi medi ottenuti nel test di riconoscimento delle parole nei due gruppi erano rispettivamente 44,8% e 73,8%, con una differenza statisticamente significativa.
I risultati dell’elettrococleografia hanno indicato una tendenza alla riduzione dell’ampiezza della curva di risposta ongoing al crescere della frequenza dello stimolo, più accentuata nel gruppo con schwannoma vestibolare. Le ampiezze dei potenziali di sommazione sono risultate nel complesso meno negative nel gruppo dei pazienti con schwannoma vestibolare rispetto al gruppo dei pazienti con malattia di Ménière per quasi tutte le frequenze utilizzate nel test. Infine, nei pazienti con schwannoma vestibolare sono stati rilevati punteggi peggiori per quanto riguarda la funzione del nervo uditivo rispetto ai pazienti con malattia di Ménière.
“I risultati di questa ricerca non supportano l’ipotesi, avanzata in precedenti studi radiologici e analisi istologiche dell’osso temporale, che lo schwannoma vestibolare causi l’idrope endolinfatica” commentano gli autori. “La riduzione dell’ampiezza della curva di risposta ongoing al crescere della frequenza dello stimolo suggerisce una riduzione della funzione cocleare in entrambi i gruppi, che però non è necessariamente correlata all’idrope endolinfatica. Per quanto riguarda i potenziali di sommazione, il gruppo con malattia di Ménière presentava, come atteso, un’ampiezza fortemente negativa, compatibile con la presenza di idrope endolinfatica; nel gruppo con schwannoma vestibolare, invece, solo poche risposte presentavano valori tali da suggerire questa condizione, a supporto della bassa incidenza di idrope endolinfatica in questi pazienti”.
Trecca EMC, Adunka OF, Hiss MM, et al. Intraoperative electrocochleography in subjects affected by vestibular schwannoma and Ménière’s disease: comparison of results. Ear Hear. 2021 Sep 20. doi: 10.1097/AUD.0000000000001133.
06 Aprile 2022
Autore: 1951
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