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Comprendere e gestire meglio la rinosinusite infantile

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Un gruppo di ricercatori inglesi ha raccolto le attuali conoscenze e gli elementi di consenso a livello europeo riguardo la gestione della rinosinusite pediatrica, con l’obiettivo di aumentare la comprensione della patologia, migliorandone la diagnosi e il trattamento.

Pur essendo una condizione piuttosto diffusa, le conoscenze riguardo le caratteristiche e la gestione ottimale della rinosinusite pediatrica sono ancora carenti sotto diversi punti di vista. Nei bambini la rinosinusite è considerata un disturbo infiammatorio multifattoriale, le cui cause sono ancora poco conosciute. Inoltre, il disturbo in età pediatrica ha caratteristiche fisiopatologiche diverse rispetto a quello dell’adulto e su questo aspetto, come su diversi altri, non è stato ancora raggiunto un consenso tra le diverse istituzioni, una situazione che ostacola la comprensione della patologia e i progressi nel trattamento. In particolare, per quanto riguarda la diagnosi e la gestione delle terapie mancano linee guida chiare, e questo spesso porta a curare erroneamente questa condizione allo stesso modo della rinite e di altre patologie delle vie respiratorie superiori. Alla luce di questa situazione di incertezza, un gruppo di ricercatori inglesi ha pubblicato un lavoro di revisione delle attuali conoscenze su diversi aspetti relativi alla rinosinusite pediatrica, in particolare la diagnosi e i trattamenti medici e chirurgici.

Lo stato delle conoscenze sulla diagnosi

Nei bambini la diagnosi di rinosinusite è difficile, in quanto i sintomi non sono specifici, ma comuni a diverse altre malattie del tratto respiratorio e a condizioni che possono provocare dolore facciale.  Per quanto riguarda la rinosinusite acuta, secondo le linee guida NICE (National Institute of Health and Clinical Excellence)  la diagnosi può essere posta se sono presenti da meno di 12 settimane ostruzione nasale, secrezione nasale, dolore o pressione al viso, iposmia o anosmia. In base alle linee guida EPOS (European position paper on rhinosinusitis and nasal polyps), per la diagnosi devono essere presenti da meno di 12 settimane almeno due sintomi tra blocco nasale oppure ostruzione o congestione, secrezione nasale, tosse. Se questi sintomi permangono per più di 12 settimane, e in aggiunta si ha dolore o pressione facciale, può essere diagnosticata la rinosinusite cronica Ai fini della diagnosi differenziale, è fondamentale un esame obiettivo del paziente: l’ispezione e la palpazione dell’area maxillo-facciale è fondamentale, ma non è specifica, e per garantire una diagnosi corretta è indicato l’utilizzo di un otoscopio o di uno speculum nasale per identificare i segni di infiammazione nasale ed eventuali patologie associate, come i polipi nasali, o anomalie anatomiche come la deviazione del setto.  In alcuni casi possono essere utili ulteriori indagini per identificare la causa della patologia, come prick test, analisi del sangue, risonanza magnetica o TC.

Definire il trattamento più appropriato

Per quanto riguarda i trattamenti medici, per la forma allergica lieve l’opzione consigliata come prima linea prevede l’uso di antistaminici orali e intranasali di seconda generazione, mentre per le forme moderate e severe sono indicati i corticosteroidi intranasali. Altre terapie che sono risultate efficaci sono il montelukast, le irrigazioni nasali con soluzione salina e i decongestionanti nasali usati per periodi brevi. Quando parliamo di rinosinusite virale, la combinazione di antistaminici, analgesici e decongestionanti può portare benefici nei bambini più grandi, mentre per alleviare i sintomi è utile l’irrigazione nasale con soluzione salina. In caso di rinosinusite batterica, secondo le linee guida NICE, se i sintomi durano meno di dieci giorni il trattamento consigliato è solo sintomatico. Per durate superiori, invece, vanno presi in considerazione gli antibiotici. In base ai risultati di una revisione sistematica Cochrane, l’uso dell’irrigazione nasale con soluzione salina è consigliato per il trattamento della rinosinusite cronica pediatrica. Secondo un documento di consenso redatto da un gruppo di esperti, non ci sono sufficienti prove a sostegno dell’uso di antibiotici a breve o a lungo termine per il trattamento della rinosinusite cronica nei bambini, mentre l’irrigazione nasale e i corticosteroidi intranasali sono indicati. La chirurgia va presa in considerazione per i bambini con rinosinusite cronica che non rispondono al trattamento medico, che hanno una forma acuta complicata o anomalie anatomiche che causano ostruzione. La scelta della tecnica chirurgica dipende dall’età, dalla gravità della malattia e dalle condizioni preesistenti nei bambini: l’adenoidectomia è l’intervento chirurgico di prima linea per i bambini più piccoli, mentre la chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali è un trattamento sicuro ed efficace per i bambini più grandi. Per quanto riguarda, infine, l’immunoterapia, al momento le evidenze nell’ambito della rinosinusite pediatrica sono scarse. “La gestione della rinosinusite pediatrica è ancora un argomento controverso tra gli operatori sanitari, a causa della mancanza di linee guida chiare per il trattamento di questa malattia” commentano gli autori. “In questo lavoro abbiamo delineato un percorso di trattamento per la patologia per il quale esiste un generale consenso a livello europeo, che dovrebbe essere approfondito con ulteriori studi clinici”.

Reference

Siddiqui Z, Tahiri M, Gupta A, et al. The management of paediatric rhinosinusitis. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2021 Aug; 147:110786.


09 Febbraio 2022
Autore: 1951


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