RINOLOGIA

Rinosinusite cronica nel paziente anziano: gli approcci mini-invasivi

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Grazie ai progressi degli approcci mini-invasivi, molti casi di rinousite cronica possono essere affrontati in regime di anestesia locale.

Nonostante sia frequente nella popolazione geriatrica, la rinosinusite cronica viene spesso considerata un problema secondario in pazienti fragili che presentano comorbilità multiple e sono sottoposti a molteplici trattamenti farmacologici. Ma come sottolinea l’articolo “Rhinology: Sinus surgery in the older patient”, pubblicato sulla rivista Operative Tecniques in Otolaryngology - Head and Neck Surgery da Alissa Kanaan, del dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Università dell’Arkansas, l’impatto della rinosinusite cronica sulla qualità di vita dell’anziano è significativo. Anche in questa fascia di età, dopo il fallimento della terapia medica si può intervenire chirurgicamente con risultati apprezzabili, sempre rispettando le precauzioni del caso e tenendo presente l’alternativa rappresentata dagli approcci mini-invasivi che consentono di evitare il ricorso all’anestesia generale.

Perché gli anziani sono più vulnerabili

A rendere la popolazione anziana più esposta alla rinosinusite cronica sono i cambiamenti anatomici e fisiologici che si verificano con l’età, come la ridotta efficienza della clearance mucociliare, l’ispessimento della mucosa nasale e l’aumento della viscosità del muco per insufficiente apporto idrico. Tali cambiamenti alimentano sintomi non diversi da quelli dell’adulto come tosse, congestione nasale, rinorrea anteriore e posteriore, iposmia, algie facciali e senso di pressione, che nell’anziano possono comprendere anche il coinvolgimento della funzione cognitiva.

Le precauzioni imposte dall’anestesia generale

Il fallimento della terapia medica apre la strada all’approccio chirurgico, che in questa fascia di età richiede particolari cautele che l’articolo descrive nel dettaglio. Il lavoro approfondisce anche le precauzioni intraoperatorie da adottare nell’anziano – dai farmaci più appropriati per l’anestesia generale alla maschera laringea per la ventilazione, alle procedure per l’emostasi – ma sottolinea anche che in letteratura la correzione chirurgica fa emergere un aumento delle complicanze negli over 65 e che, rispetto ai pazienti di età meno avanzata, i benefici appaiono meno significativi in termini di miglioramento funzionale e di impatto sulla qualità della vita. Molti casi, però, si possono affrontare anche in ambulatorio, in regime di anestesia locale, grazie ai progressi degli approcci mini-invasivi, dei quali vengono riportati tre esempi.

Sinuplastica dilatativa con palloncino in ambulatorio

Nei casi meno avanzati di sinusite acuta ricorrente o di sinusite cronica senza polipi nasali la sinuplastica dilatativa mediante palloncino, eseguita per via endoscopica, si è dimostrata nei pazienti con comorbilità un’alternativa valida alla chirurgia dei seni paranasali.  Come conferma l’articolo, se effettuata appropriatamente, si tratta di una procedura a basso rischio che viene utilizzata sempre più spesso negli over 60. Tra le controindicazioni, la presenza di polipi nasali, una storia pregressa di chirurgia nella stessa sede, una diagnosi di sinusite micotica allergica o le forme avanzate di patologia dei seni paranasali.

Turbinoplastica ambulatoriale in ablazione controllata

È possibile eseguire per via endoscopica in ambulatorio anche la riduzione dei turbinati inferiori, lasciandone sostanzialmente inalterata la mucosa. L’ablazione in radiofrequenza tramite la tecnologia Coblation ® (controlled ablation) emette infatti particelle ad alta energia che rompono i legami molecolari del tessuto, consentendo di ridurre i turbinati con una profondità del danno termico molto più contenuta rispetto ai sistemi elettrochirurgici convenzionali, e un effetto minimo sui tessuti circostanti. Dopo una semplice anestesia locale si fa risalire fino al turbinato l’apposito device che viene attivato tramite un pedale e determina un campo energetico ad alta densità che consente di rimuovere con precisione la quantità desiderata di tessuto sottomucoso. Si ottengono, in questo modo, risultati immediati e duraturi, in margini di elevata tollerabilità nel setting ambulatoriale.

Crioterapia ambulatoriale per la rinite refrattaria alla terapia

Nei casi di rinite refrattaria alla terapia medica e in quelli che presentano comorbilità che sconsigliano il ricorso agli spray nasali, una soluzione può essere rappresentata dalla crioablazione dei rami nasali posteriori del ganglio sfenopalatino. Come spiega l’articolo, la procedura è meno invasiva della neurectomia del nervo vidiano e non richiede il ricorso all’anestesia. Tramite il dispositivo monouso Clarifix® si determina un congelamento focale del tessuto bersaglio – la mucosa alla radice del turbinato medio – utilizzando protossido di azoto, e l’attivazione della sonda per 30-60 secondi consente l’ablazione della mucosa a meno 20°C alla profondità di 3 mm. L’effetto indesiderato più frequente è una cefalea transitoria.

Reference

Kanaan A. Rhinology: Sinus surgery in the older patient. Oper Tech Otolayngol Head Neck Surg. 2020; Sep 01(3):186-191


14 Dicembre 2020
Autore: 1952


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