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Studio recente confronta uno schema di somministrazione settimanale della chemioterapia a bassa dose con uno trisettimanale a dose elevata nel tumore cervico-cefalico.
La chemioterapia a base di cisplatino con radioterapia concomitante è il trattamento di riferimento per il carcinoma a cellule squamose localmente avanzato del distretto testa-collo. Uno studio recente ha confrontato uno schema di somministrazione settimanale della chemioterapia a bassa dose con uno trisettimanale a dose elevata.
La chemioradioterapia è il trattamento che si è dimostrato più efficace per il carcinoma a cellule squamose del distretto cervico-cefalico localmente avanzato. In particolare, alcuni studi suggeriscono che la somministrazione della chemioterapia a base di cisplatino ad alte dosi con uno schema trisettimanale, in associazione alla radioterapia, è efficace in termini di miglioramento del controllo loco-regionale di malattia e della sopravvivenza.
Tuttavia, questo schema di somministrazione è gravato da un’incidenza significativa di tossicità acute, che riducono l’aderenza alla terapia in una percentuale non trascurabile di pazienti.
In alternativa, le linee guida prevedono un regime chemioterapico a base di cisplatino, sempre con radioterapia concomitante, con schema settimanale a dose ridotta, meglio tollerato. L’efficacia e la tossicità in confronto allo schema standard, però, sono state analizzate in un numero limitato di studi su pochi pazienti e i dati di confronto provengono soprattutto da revisioni sistematiche e metanalisi di studi retrospettivi.
Quale sia, dunque, lo schema ottimale per il trattamento chemioradioterapico di questa patologia rimane ancora da chiarire.
Un trial randomizzato per confrontare i due schemi
Per cercare di chiarire un quadro ancora incerto, un gruppo di ricerca ha condotto uno studio randomizzato prospettico, pubblicato a marzo 2020 su
Asian Pacific Journal of Cancer Prevention, a cui hanno partecipato 60 pazienti con diagnosi di carcinoma cervico-cefalico a cellule squamose localmente avanzato, arruolati tra il 2016 e il 2019.
I pazienti con tumore cervico-cefalico sono stati randomizzati a 2 diversi bracci di trattamento: il primo è stato trattato con chemioterapia a base di cisplatino a dose ridotta (30 mg/m2), somministrata una volta a settimana, e concomitante radioterapia a intensità modulata (IMRT, intensity modulated radiation therapy); il secondo braccio, invece, ha ricevuto la chemioterapia a dose piena (100 mg/m2) una volta ogni 3 settimane, con la stessa radioterapia.
La popolazione analizzata è composta in prevalenza da uomini (73,3% e 80% rispettivamente nei due bracci) e fumatori (40% e 50%); l’età mediana è di 61 anni.
La localizzazione più comune per il tumore in entrambi i gruppi è la
laringe (33,3% e 26,7%) e l’obiettivo del trattamento è equamente suddiviso tra adiuvante e definitivo. Il follow up mediano è stato di 24 mesi.
Dal punto di vista della
safety, i risultati indicano una maggiore incidenza di
tossicità di tipo non ematologico di grado elevato (almeno grado 3) nel braccio di trattamento trisettimanale ad alto dosaggio rispetto al braccio di trattamento settimanale a dose ridotta (76,6% vs 56,6%); la differenza è statisticamente significativa. Anche per
l’anemia, la
leucopenia e la
neutropenia è stato registrato un aumento significativo nel braccio ad alta dose rispetto a quello a dose ridotta, sia per gli eventi di grado 2 sia per quelli di grado 3.
A 2 anni, il controllo loco-regionale di malattia è significativamente migliore nel gruppo trattato con cisplatino ad alta dose (72,8% vs 57,6%), mentre la percentuale di risposte complete è sovrapponibile (77%).
Per quanto riguarda la
compliance alla terapia, il 70% dei pazienti trattati con lo schema settimanale a dose ridotta ha ricevuto almeno 6 dosi di chemioterapia, mentre nell’altro gruppo il 60% ha portato a termine il trattamento e il 40% ha ricevuto solo 2 dei 3 cicli previsti dal protocollo.
Tumore cervico-cefalico, tra efficacia e sicurezza: un equilibrio difficile
«Pur non essendo il gold standard per il tumore cervico-cefalico, l’impiego della chemioterapia con cisplatino a cadenza settimanale a dose ridotta insieme alla radioterapia è in crescita nella pratica clinica, per la minore incidenza di eventi avversi» commentano gli autori dello studio,
Karim Mashhour e
Wedad Hashem della Cairo University (Egitto). «I nostri risultati indicano che questo schema comporta una minore tossicità acuta e una migliore compliance da parte dei pazienti rispetto alla somministrazione trisettimanale ad alte dosi, a fronte, però, di un minore controllo loco-regionale di malattia».
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Reference
Mashhour K, Hashem W. Cisplatin weekly versus every 3 weeks concurrently with radiotherapy in the treatment of locally advanced head and neck squamous cell carcinomas: what is the best dosing and schedule? Asian Pac J Cancer Prev. 2020 Mar 1;21(3):799-807.
25 Maggio 2020
Autore: Redazione