ONCOLOGIA
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Per incidenza, morbilità e mortalità, le patologie oncologiche sono le malattie non trasmissibili con il maggiore impatto sulla salute. La diagnostica attualmente in uso comprende sistemi convenzionali, invasivi e non, basati per esempio sulla clinica, sulla citologia, sui parametri ematici, sulla biopsia e sull’imaging, che però possono presentare limiti oggettivi di sensibilità, specificità e sicurezza che ne riducono l’efficacia. Accanto a questi, sono state sviluppate procedure, nella maggior parte dei casi invasive, per la ricerca di biomarcatori nei campioni biologici, chiamati biomatrici. Recentemente sono stati messi a punto anche sistemi non invasivi, che prevedono la rilevazione e lo studio dei metaboliti organici volatili, molecole termicamente stabili che originano nel corso di processi biochimici interni o per esposizione a sorgenti esterne. In particolare, i metaboliti organici volatili endogeni possono originarsi a seguito di processi di stress ossidativo che avvengono nelle cellule tumorali, e quindi possono essere presenti in quantità anomale nei liquidi organici dei pazienti oncologici. Sono stati condotti diversi studi mirati alla ricerca e all’analisi dei metaboliti organici volatili in diverse biomatrici, con l’obiettivo di sviluppare strumenti diagnostici in oncologia. Un gruppo di ricerca guidato da João Marcos Gonçalves Barbosa della Federal University of Goiás (Brasile) si è focalizzato sul cerume, che contiene forme concentrate di metaboliti polari e non polari, è meno soggetto a contaminazione rispetto ad altri fluidi corporei e consente un prelievo rapido e indolore dei campioni.
20 Aprile 2020
Autore: Redazione
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