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Diversi tipi di tumori si possono sviluppare in prossimità del foro giugulare, situato tra l'osso temporale e quello occipitale, nella fossa cranica posteriore. Si tratta principalmente di paragangliomi, ma anche di neurinomi e meningiomi, che solitamente sono trattati con un approccio chirurgico.
I dati disponibili al momento in letteratura indicano che solo in rari casi i pazienti sottoposti a resezione di un tumore al foro giugulare recuperano l’udito dopo l’intervento, e, ancor più di rado, questi casi sono stati accompagnati da prove di audiometria oggettiva; inoltre, è importante chiarire le procedure di monitoraggio della funzionalità uditiva da mettere in atto durante l’intervento.
Un case report per fornire nuove informazioni
Qualche informazione aggiuntiva in merito può essere ricavata dal caso di una giovane paziente sottoposta a intervento di
rimozione di uno schwannoma del foro giugulare, che ha mostrato un
miglioramento della perdita di udito neurosensoriale dopo l’operazione.
In particolare, in questa paziente è stata eseguita una valutazione dell'udito nel corso dell'intervento mediante
elettrococleografia, con l'obiettivo di definire un protocollo per valutare cambiamenti intraoperatori nella fisiologia uditiva durante una serie di procedure chirurgiche che compromettono l’integrità dell’orecchio interno o che, pur non essendo demolitive, presentano un rischio di perdita uditiva.
L’articolo è stato pubblicato da
Eleonora Trecca sulla rivista
Otology & Neurotology insieme a un team di otorinolaringoiatri, audiologi e neurochirurghi dell’Ohio State University, guidati da Oliver Adunka.
Il caso riguarda una
paziente di 22 anni con
schwannoma al foro giugulare, che presentava otalgia all’orecchio destro, una lieve riduzione dell’udito e vista sfuocata.
In seguito all’aumento dell’entità dei sintomi, in particolare del dolore, e delle dimensioni del tumore all’imaging, la paziente è stata sottoposta all’intervento di resezione dello schwannoma, durante il quale sono state registrate le risposte elettrofisiologiche in tempo reale tramite elettrococleografia.
I dati elettrococleografici ottenuti hanno evidenziato un
aumento del potenziale d’azione composto, indice dell’attività neurale del nervo uditivo, e sono stati confermati dal recupero all’
esame audiometrico eseguito dopo l’intervento.
L’importanza di un monitoraggio intraoperatorio in tempo reale
«Gli schwannomi localizzati in prossimità del foro giugulare sono neoplasie rare, che possono causare vari gradi di disturbi uditivi. In questa paziente, le risposte di tipo elettrofisiologico dell’orecchio interno ottenute nel corso dell’intervento di resezione suggeriscono un miglioramento della capacità uditiva» spiegano gli autori dello studio. «L’esecuzione di misurazioni intraoperatorie mediante elettrococleografia non comporta rischi aggiuntivi per il paziente e permette di ottenere un riscontro in tempo reale durante l’intervento e di perfezionare tecniche chirurgiche che possono aiutare a preservare l’udito. I dati ottenuti supportano quindi la potenziale utilità di un monitoraggio uditivo continuo nel corso di interventi di chirurgia del basicranio laterale».
Reference
Trecca EMC, Riggs WJ, Hiss MM, et al. Intraoperative Monitoring of Auditory Function During Lateral Skull Base Surgery. Otol Neurotol. 2020 Jan;41(1):100-104.
17 Aprile 2020
Autore: Redazione