HOME \ AGGIORNAMENTI \ RINOLOGIA \
La rinite allergica è una condizione diffusa, con una prevalenza in crescita nel mondo e soprattutto nei Paesi più sviluppati. Si sa che si tratta di una malattia mediata dalle immunoglobuline E (IgE), ma i meccanismi secondo cui si sviluppa sono complessi e coinvolgono vari fattori.
Secondo le ricerche, un ruolo importante nello sviluppo della rinite allergica è da attribuire all’infiammazione neurogenica, principalmente attraverso il rilascio di neuropeptidi nella mucosa nasale. Poiché il nervo nasale posteriore è la sorgente delle principali fibre nervose presenti nella mucosa nasale, la neurectomia nasale posteriore, che provoca la denervazione della mucosa, potrebbe contribuire a sopprimerne la sensibilità, e quindi mitigare le manifestazioni sintomatiche della rinite allergica.
Come è stato condotto lo studio
Da questa ipotesi è partito un gruppo di ricerca cinese, che ha voluto valutare gli effetti della
neurectomia nasale posteriore sui sintomi della rinite allergica, cercando di chiarire il ruolo dei neuropeptidi nello sviluppo della malattia e nella risposta neuro-immunologica.
Nello studio sono stati inclusi 77 pazienti con età media di 33 anni sottoposti all’intervento di neurectomia nasale posteriore per via endoscopica. Tra i pazienti inclusi, il 60% (46) aveva una deviazione del setto nasale e il 16% (12) soffriva anche di asma in associazione alla rinite allergica. Tutti i partecipanti, inoltre, sono stati sottoposti a prick test cutaneo per individuare IgE specifiche per diversi allergeni: 57 sono risultati allergici agli acari, 26 ai funghi, 20 agli scarafaggi e 16 all’epitelio di cane e gatto.
Leggi anche l'articolo
Sistemi di navigazione per migliorare le performance della chirurgia endoscopica nasale
La valutazione soggettiva dei sintomi da parte dei partecipanti è stata raccolta prima e dopo l’intervento attraverso un questionario, utilizzando la scala di valutazione VAS. Infine, prima della neurectomia e dopo un anno dall’operazione sono stati raccolti e analizzati campioni di fluido di lavaggio nasale da 17 pazienti scelti casualmente, per valutare i livelli di alcuni neuropeptidi (sostanza P, neuropeptide Y), di periostina e di interleuchina-5.
Risultati promettenti e nuove conoscenze
I ricercatori hanno valutato la variazione nella valutazione dei sintomi secondo la scala VAS, confrontando i dati raccolti dopo un anno di follow up con quelli della fase preoperatoria. I risultati indicano un miglioramento statisticamente significativo nei punteggi sia per quanto riguarda gli starnuti (5,53 vs 2,04) sia per quanto riguarda la rinorrea (6,03 vs 2,12).
Inoltre, l’intervento è risultato
sicuro, con un’incidenza contenuta di
eventi avversi: sinechia nasale in 5 pazienti, sanguinamento postoperatorio in 3 pazienti, intorpidimento delle labbra in 2 pazienti.
Anche i livelli di sostanza P, di neuropeptide Y, di periostina e di interleuchina-5 nel fluido di lavaggio nasale risultano significativamente ridotti dopo un anno dall’intervento rispetto alla fase preoperatoria.
«Il risultato principale dello studio è la dimostrazione che la neurectomia nasale posteriore per via endoscopica è efficace nel trattare i sintomi della rinite allergica, e non provoca complicazioni intraoperatorie o eventi avversi severi nella fase postoperatoria» commentano gli autori della ricerca. «Inoltre, la neurectomia nasale posteriore risulta associata a una riduzione del livello locale di neuropeptidi e della produzione di citochine nel fluido di lavaggio nasale. Sono necessari ulteriori studi per valutare se e con quali meccanismi la produzione delle citochine che provocano la rinite allergica sia indotta dai neuropeptidi».
Reference
Wang L, Chen M, Xu M. Effect of posterior nasal neurectomy on the suppression of allergic rhinitis. Am J Otolaryngol. 2020 Jan 27:102410.
02 Aprile 2020
Autore: Redazione