HOME \ AGGIORNAMENTI \ ONCOLOGIA \
I dati scientifici relativi alla validità del pull-up gastrico come opzione per la ricostruzione faringo-esofagea dopo un intervento di ablazione sono controversi, soprattutto per quanto riguarda la mortalità e la morbilità associate: diverse linee guida chirurgiche ne raccomandano l’impiego solo in casi particolari, quando il difetto faringo-esofageo interessa anche il torace, mentre i risultati di studi recenti sembrano indicare esiti paragonabili a quelli ottenuti con altre tecniche in termini di safety e possibili benefici relativi alla qualità di vita dei pazienti.
Una valutazione a lungo termine
Un gruppo di ricercatori ha tentato di colmare almeno in parte questo gap di conoscenze, conducendo uno studio mirato a valutare gli effetti della ricostruzione con questa tecnica per quanto riguarda le funzionalità, in particolare la deglutizione, la fonazione, lo stato generale di salute e la qualità di vita. Come obiettivo secondario, i ricercatori hanno valutato la mortalità e la morbilità associate al pull-up gastrico.
Questi aspetti sono stati indagati in una coorte di pazienti di un unico chirurgo, selezionati tra il 1988 e il 2019. A partire dal 2012, i dati relativi agli outcome da studiare sono stati raccolti in modo prospettico tramite questionari validati, somministrati sia ai nuovi pazienti sia a quelli seguiti in follow up. Sono stati inclusi 49 pazienti, 11 dei quali hanno partecipato alla raccolta prospettica dei dati. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Clinical Otolaryngology.
Cosa dicono i risultati
Il pull-up gastrico sembra avere un effetto positivo sul recupero della capacità di deglutizione: nel 77% dei casi è stato possibile rimuovere il sondino per la nutrizione enterale tramite digiunostomia entro un tempo mediano di un mese dall’intervento. Le risposte riportate nello specifico questionario, inoltre, sembrano indicare che i pazienti sottoposti a pull-up gastrico mantengono una capacità di deglutizione abbastanza buona anche a lungo termine. Tra i 10 pazienti che hanno scelto di utilizzare protesi fonatorie, la maggioranza ha riferito un handicap vocale da moderato a significativo.
Per quanto riguarda la valutazione dello stato generale di salute e della qualità di vita, dai dati raccolti emergono punteggi moderatamente alti (superiori a 70 nel questionario EORTC QLQ-C30) in tutte le aree delle funzionalità, a esclusione di quella sociale (punteggio di 47).
In 2 casi su 3 i pazienti hanno avuto complicanze post-operatorie acute, cioè comparse entro 30 giorni dall’intervento, e sono stati registrati 3 decessi in questo intervallo di tempo. Complicanze tardive sono state rilevate nel 16% dei pazienti. La sopravvivenza mediana nella coorte è stata di 12 mesi; il 29% dei pazienti è sopravvissuto per almeno 2 anni dall’intervento, il 17% per almeno 5 anni.
Nella valutazione dei risultati occorre tenere conto dei limiti dello studio, legati all’assenza di un gruppo di controllo trattato con altre tecniche di ricostruzione e alla raccolta prevalentemente retrospettiva dei dati, che non ha consentito in molti casi di ottenere tutte le informazioni necessarie.
«Il pull-up gastrico continua a essere un intervento controverso» concludono gli autori. «I pazienti che sopravvivono hanno una buona possibilità di mantenere la funzionalità di deglutizione a lungo termine e un livello soddisfacente di qualità di vita, a fronte però di una riduzione anche severa della funzionalità fonatoria con l’utilizzo di protesi».
Reference
Butskiy O, Rahmanian R, MacNeil SD, Anderson DW. Pharyngoesophageal reconstruction with the gastric pull-up: Functional outcomes in a cohort of 49 patients. Clin Otolaryngol. 2019 Dec 28.
18 Marzo 2020
Autore: Redazione